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Microsoft condannata a pagare 290 milioni di dollari

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Si è conclusa la vicenda legale tra Microsoft e i4i, iniziata nel 2007 e riguardante una violazione di proprietà intellettuale. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha confermato la sentenza di appello e ha condannato l’azienda di Redmond al pagamento di un risarcimento pari a 290 milioni di dollari.

L’azienda canadese aveva portato Microsoft in tribunale perché il formato XML integrato in Word violava alcuni brevetti di i4i. Per questo motivo le vendite di Office 2007 erano state bloccate e la suite di produttività è tornata sul mercato in seguito solo dopo l’eliminazione del supporto al formato incriminato.

Microsoft aveva presentato la sua difesa chiedendo che l’attuale legge sulla violazione dei brevetti fosse modificata per consentire una maggiore competizione tra le aziende. Questa richiesta era stata anche supportata da Apple, Google, Intel, Facebook, Yahoo e altri grandi nomi dell’industria informatica.

L’amministrazione Obama ha dichiarato che il Congresso non ha nessuna intenzione di modificare una legge in vigore da 28 anni e che la Corte Suprema ha il dovere di difendere. Kevin Kutz, portavoce di Microsoft, sostiene ovviamente il contrario:

Continueremo a lottare per ottenere la modifica della legge in modo da impedire gli abusi del sistema brevettuale e tutelare gli inventori che detengono i brevetti che rappresentano la vera innovazione.

Ma eventuali cambiamenti della normativa in vigore dovrebbero essere fatti dal Congresso, per cui le speranze di Microsoft sono praticamente nulle.

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