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Diamoci un taglio

Abbiamo tagliato fili nelle comunicazioni, abbiamo tagliato il filo dell'alimentazione, taglieremo qualsiasi filo limiti fantasia, utilità e quotidianità.

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Il giorno in cui un ingegnere pensò che fosse possibile eliminare i cavi e trasferire un qualcosa senza un contatto fisico, iniziò una rivoluzione. Un processo lento, fatto di meccanismi stratificati ed idee che si annidano nell’evoluzione della tecnologia. Ed è una maturazione sotto gli occhi di tutti, della quale chiunque sa identificarne il finale, ma per la quale occorrerà ancora tempo, molto tempo.

Cancellare un cavo per trasferire energia o informazioni senza il filo tradizionale è qualcosa che appare magico per certi versi, per poi diventare normale con l’abitudine. Vedere un uomo che parla da solo in mezzo ad una strada era un tempo sintomo di follia, oggi è invece simbolo di Bluetooth: oggi sappiamo che è possibile, sappiamo che è normale, sappiamo che è accessibile: l’auricolare si fa wireless per definizione, eliminando la necessaria vicinanza tra l’orecchio ed il dispositivo che rappresenta la fonte del suono.

La ricarica wireless presentata da Nokia è l’ultimo scalino compiuto in questa evoluzione, destinato ancora una volta a generare una piccola rivoluzione: milioni e milioni di persone ogni sera prima di andare a letto collegano il telefono al filo, ma tra pochi anni non sarà più così. E non sarà così già fin da ora per tutti gli utenti che acquisteranno un Nokia Lumia 920 o Lumia 820, per i quali un sistema ad induzione con standard Qi sostituirà meccanismo, tecnologia ed abitudini del passato. In futuro, mentre si appoggerà la testa sul cuscino, si poserà lo smartphone su un cuscinetto dedicato e la ricarica partirà in automatico, senza pensarci, senza dover “scegliere” di darne avvio.

E sebbene oggi non sia ancora cosa comune, presto o tardi anche le tv riceveranno i segnali senza bisogno di un filo, e la cosa cambierà mobiletti e supporti. Non servirà un cavo nemmeno per il monitor del pc, e cambieranno le scrivanie. Non servirà un filo nemmeno per la ricarica in auto, e si eviterà così di avere sempre i cavetti di ricambio nel cruscotto. E verrà giocoforza il momento in cui nemmeno l’alimentatore wireless sarà più collegato: sarà sufficiente avvicinare il proprio device al muro, dando un taglio anche a quest’ultimo tratto di cavo rimasto. Non serve troppa fantasia per immaginare tutto ciò: è già scritto nel destino ed è soltanto una questione di “quando”.

Se alimentazione e comunicazione diventano wireless, automaticamente la tecnologia si fa liquida, abbatte i limiti di quella rete di metallo e plastica che fino ad oggi soffocava movimenti, ergonomia e fantasia. Si sprigiona una nuova energia destinata a manifestarsi in termini di design e quotidianità.

La ricarica wireless (ed ogni sistema omologo) è qui per rimanere: perché è comoda, perché facilita, perché va nella giusta direzione di una tecnologia che elimina un onere, per quanto piccolo, a miliardi di persone. E per piccola che sia, una abitudine sradicata è sempre un cambiamento di orizzonte. Le cose  stanno per cambiare? Qualcosa, sicuramente, si. Si chiama innovazione, e spesso è fatta di piccole grandi cose.

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