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Confindustria Italia: si proteggano i contenuti

Confindustria Industria Digitale chiede al Governo che l'Agenda Digitale non badi soltanto alle infrastrutture, ma anche ai contenuti.

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«Il Governo nel suo lavoro sull’Agenda digitale, che si dovrebbe concludere domani con l’approvazione in Consiglio dei Ministri, rimetta al centro i contenuti culturali. Si vogliono costruire “autostrade” per il digitale in Italia dimenticando che qualcosa bisogna metterci su: quel qualcosa siamo noi, quel qualcosa lo fanno da sempre le nostre industrie ed è dannoso per il Paese, non solo per i nostri settori, non prenderlo in considerazione».

Sono queste le parole di Marco Polillo, Presidente di Confindustria Cultura Italia, il quale nel corso di un convegno sull’Agenda Digitale ha voluto ricordare che la banda larga è sì una priorità per il paese, ma soltanto in parallelo ad una azione radicale ed efficace a tutela dei contenuti che le reti broadband sono in grado di veicolare. L’intervento ha una impronta chiara: la Rete è uno strumento fondamentale per sbloccare opportunità e ricchezza, ma tali opportunità e tale ricchezza potrebbero non trovare piena espressione se a monta non vi sarà un lavoro dedicato a tutela dei contenuti, di chi li produce e di chi li distribuisce:

La Commissione Europea, che intende valorizzare il settore come occasione di occupazione e crescita competitiva, stima che il settore della cultura e delle professioni creative valga qualcosa come il 4,5% del PIL, interessando 8,5 milioni di lavoratori europei. Per questo anche nel nostro paese i contenuti culturali dovrebbero essere uno dei cardini intorno al quale far ruotare il dibattito sulla cosiddetta “Agenda Digitale Italiana”: internet è già il nostro presente, sarà anche il futuro per l’industria culturale. Ma, ad oggi, di contenuto si è ragionato molto poco nei tavoli pubblici e istituzionali. Si continua a parlare di “cavi” e non si sta cogliendo l’occasione di riflettere su cosa vogliamo far viaggiare attraverso le reti superveloci. L’Italia è molto indietro su questo fronte. Manca di una strategia-paese e rischia di depauperare le nostre eccellenze: cinema, editoria, musica, spettacolo, fiction, ecc. Il Paese non ha neppure una posizione chiara in merito al rispetto dei diritti: libero non vuol dire gratuito a scapito dei diritti altrui: le condotte illegali vanno impedite e i comportamenti illeciti devono essere disincentivati

Marco Polillo pone pertanto a chi si occuperà di Agenda Digitale quattro priorità su cui Confindustria Industria Digitale intende focalizzare l’attenzione:

  • politiche di sensibilizzazione degli utenti sui nuovi business-model con campagne di informazione e sensibilizzazione del pubblico, soprattutto nelle scuole, sull’utilizzo responsabile del web;
  • IVA ridotta per i prodotti culturali con il sostegno a livello UE della riduzione dell’aliquota IVA per gli acquisti online di contenuti culturali;
  • Incentivi per gli operatori che investono in opere dell’ingegno e in piattaforme digitali per l’e-commerce della cultura, supportando gli investimenti delle aziende nei talenti emergenti attraverso un tax credit mirato e selettivo, nonché gli investimenti per la digitalizzazione dei cataloghi e per adattare i processi produttivi alle nuove esigenze del mercato on line;
  • lotta alla pirateria digitale con una posizione non equivoca nei confronti della tutela della proprietà intellettuale.

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