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Droni, perché l’uomo vuol volare

I droni, ovvero dei velivoli radiocomandati con pilota remoto, hanno prepotentemente occupato la stampa informatica nel corso dell'ultimo anno. Molto utilizzati per le riprese video aeree e per iniziative virali - si pensi al caso di Amazon Prime Air - trovano larga applicazione in molte delle attività civili, dal controllo del territorio al monitoraggio dei criminali, dall'analisi dei terreni alla ricerca di dispersi dopo una calamità naturale. Ecco una guida per comprendere cosa siano, come funzionino e a quali normative dell'aviazione civile debbano sottendere. Il tutto completato dalla lista dei modelli più gettonati sul mercato, tra cui svettano le tante proposte del listino Parrot.

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Negli ultimi mesi sono saliti alla ribalta della Rete e promettono di diffondersi a macchia d’olio: i droni sono una di quelle evoluzioni tecnologiche, nonché una mania, destinate a diventare una consuetudine quotidiana. Complici anche alcune campagne promozionali – si pensi al recente scherzo delle consegne Amazon – sono sulla bocca di tutti. L’istinto al volo, il gusto nerd, il salto di qualità che le riprese video e l’uso dei tablet ha consentito: tutti ingredienti dell’esplosione di un nuovo fenomeno, feticcio di grandi e piccini pronti a prendere il volo sulle ali del giocattolino.

Ma cosa sono i droni? A che servono precisamente? E sono necessarie speciali autorizzazioni per utilizzarli?

Cosa sono i droni

La parola “drone” non è altro che il nome comune, e forse improprio, per definire una speciale categoria di oggetti volanti: gli Aeromobili a Pilotaggio Remoto (APR). Così come suggerisce la definizione, si parla di dispositivi di varie dimensioni capaci di librarsi in cielo senza necessità di un pilota a bordo, che rimane a terra – o su un veicolo adiacente – armato di radiocomando per dirigerne i movimenti.

La loro storia ha inizio addirittura nella Prima Guerra Mondiale, quando l'”Aerial Target” e la cosiddetta “Bomba Volante” (1916) fecero la loro apparizione – sia teorica che pratica – sui campi di battaglia per dei test preliminari. Da qui il percorso si è quasi esclusivamente sviluppato in ambito militare, sia a scopi di spionaggio che di bombardamento, ma quel che interessa in questo frangente è la loro conversione per l’utilizzo civile. A partire dalla metà degli anni 2000, infatti, sempre più società hanno sviluppato dei prodotti consumer, una sorta di successore degli aeroplani telecomandati usati in infanzia o dal folto nugolo di appassionati di modellismo. Dalle forme e dimensioni mediamente contenute – per spiccare il volo, il dispositivo deve essere sufficientemente leggero – sul mercato si trovano tre grandi famiglie di drone:

  • Struttura a eliche: si caratterizza per la presenza di una o più eliche, solitamente montate su bracci estraibili, che permettono al drone di comportarsi come un elicottero. Possono mantenere ferma la posizione a mezz’aria, effettuare virate repentine, volare in direzione obliqua;
  • Struttura planare: più simili agli aeroplani che agli elicotteri, questi velivoli non sono dotati di eliche, bensì di grandi ali. Servono soprattutto per le medie distanze, perché possono sfruttare correnti e flussi d’aria;
  • Ibridi: device non solo pensati per volare, ma anche per muoversi sul terreno grazie alla presenza di due o quattro ruote motrici. Allo stesso modo, esistono droni capaci di effettuare piccoli salti, così da superare agilmente scale o altri ostacoli.

Interessante notare, inoltre, come i prodotti a uso civile prendano spesso in prestito caratteristiche dal mondo degli insetti, dal loro scheletro al funzionamento delle eliche, per essere leggeri e sfruttare al meglio i cicli dell’aria.

Usi e regolamentazioni per i droni

Mosca vista da un drone

Mosca vista da un drone (immagine: Pavel L Photo and Video via Shutterstock).

Il ricorso a velivoli radiocomandati in ambito civile è il più svariato, anche se soggetto a specifiche regolamentazioni: in sempre più paesi, infatti, ne è vietato l’uso indiscriminato per non intralciare il traffico aereo o non interferire con gli strumenti di posizionamento, ad esempio i radar, dell’aviazione. In generale, così si possono riassumere le applicazioni:

  • Sicurezza e tracciamento: i droni sono sempre più impiegati dalle forze di polizia per il monitoraggio delle attività della criminalità organizzata, soprattutto nella ricerca di piantagioni da droga, non sempre individuabili dagli elicotteri data la distanza. Dal 2011, inoltre, sono utilizzati congiuntamente da Stati Uniti e Messico per controllare i flussi di immigrazione clandestina;
  • Monitoraggio ambientale e architettonico: i velivoli radiocomandati risultano estremamente utili per l’osservazione dall’alto di aree verdi non raggiungibili via terra, così come anche durante le calamità naturali oppure nella verifica delle strutture architettoniche colpite da terremoti o altri disastri. Proprio in questi frangenti, sono utili anche per la ricerca dei dispersi, perché possono svettare tra le macerie dei palazzi senza mettere a rischio vigili del fuoco e volontari;
  • Telerilevamento: si tratta di una tecnica pensata per raccogliere dati qualitativi e quantitativi su un determinato territorio, sulla base dell’analisi della radiazione elettromagnetica emessa o riflessa. I droni vengono dotati di speciali sensori, quindi inviati sui campi per raccogliere informazioni sullo stato delle colture, in città per il rilevamento della dispersione termica degli edifici, l’analisi degli inquinanti presenti in atmosfera e molto altro ancora;
  • Riprese video: sui droni vengono spesso montate videocamere per delle riprese aeree, sia a scopo professionale – nel cinema o nella cartografia dall’alto – ma anche ludico – videoamatori, progetti scolastici e via dicendo.

Per quanto riguarda le limitazioni, di recente l’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) ha stilato un documento per l’uso privato dei mezzi a pilotaggio remoto.

Tra le norme approvate, si annoverano l’impossibilità di far volare gli apparecchi oltre i 150 metri d’altezza, purché sempre a vista del pilota, a più di 50 metri da persone e oggetti e per un estensione massima di 500 metri. Vi sarà poi un registro, con relative certificazioni, per quei dispositivi di grandi dimensioni – oltre i 25 chili – che potrebbero essere pericolosi per il normale traffico aereo.

Modelli droni consumer più diffusi

Il settore dei droni consumer ha trovato nell’ultimo biennio un grande slancio, tanto che ne esistono di varietà adatte a tutte le tasche, dalle poche centinaia di euro per i modelli basici a veri e propri investimenti per quelli full optional. Fra i più ricercati, si possono elencare:

  • Parrot AR Drone 2.0 (vedi le immagini): è il più famoso e acquistato tra i velivoli radiocomandati, non solo per l’estrema leggerezza ma anche per la fotocamera integrata capace di girare video in risoluzione 720p. Oltre a controlli semplificati e adatti a tutti, può gestire una propria rete WiFi per la condivisione instantanea di quanto girato. Disponibile su Apple Store a 301 euro e su Amazon a 292, può essere gestito anche da dispositivi Android e iOS. La linea Parrot si completerà nel corso nel 2014 anche con altri due interessanti prodotti: Jumping Sumo e MiniDrone, due ibridi dotati di ruote e capaci di saltare;
  • DJI Phantom GPS Drone: tutti i velivoli della linea Phantom si caratterizzano per le elevate prestazioni, che li rendono capaci di operare in un raggio di 300 metri dal radiocomando, il tutto monitorato via GPS. Presentano inoltre un attacco dedicato per le videocamere della linea GoPro e possono trasportare piccoli oggetti. I prezzi sono variabili a seconda della versione scelta, da 529 euro su Amazon;
  • Lehmann LA100 GoProne Drone: un drone professionale planare, capace di salire fino a 100 metri in pochi secondi, dato il corpo superleggero. Completato con una videocamera GoPro, è perfetto per le riprese dall’alto e per le attività sportive. È in vendita a partire da 990 euro sul sito ufficiale;
  • Hubsan X4 H107: un dispositivo di piccole dimensioni a quattro eliche, privo di funzioni di ripresa o wireless, ma adatto al divertimento soprattutto indoor. Può essere un’ottima idea da regalo soprattutto per i più giovani, considerato anche il prezzo a partire da poco meno di 40 euro;
  • Walkera QR Infra X Smart Drone: è il primo apparecchio consumer dotato di tecnologia CAS (Crash Avoidance System), una rete di sensori di posizione e all’infrarosso che impedisce lo scontro con ostacoli o la perdita improvvisa di quota. Da 169 dollari, sulla versione statunitense di Amazon;
  • Storm Drone FF Flying Platform: un quadricottero leggero ed equipaggiato di tutti i comfort, tra cui guaine di gomma per atterraggi morbidi, attacco per videocamere GroPro e una serie di LED inferiori per individuare il velivolo anche di notte, nella nebbia o in direzione del sole. Non è al momento disponibile su Amazon, ma lo si trova su tanti e-commerce statunitensi a circa 359 dollari.

Droni e media

Amazon Prime Air

Amazon Prime Air

Nell’ultimo anno i droni sono stati spesso protagonisti dei media, sia per campagne promozionali virali che per altri scopi. Il caso più conosciuto è quello dello scherzo di Amazon che, a fine 2013, ha annunciato la futura disponibilità di un servizio di consegna Prime Air grazie all’ausilio di facchini volanti radiocomandati. Rimbalzata da una parte all’altra del Web, compresi i quotidiani, si è rivelata poi una boutade virale dell’azienda.

Del tutto veri sono invece i filmati realizzati da un gruppo di appassionati all’Isola del Giglio, documenti che hanno permesso al mondo intero di scoprire il relitto della Costa Concordia dall’alto, sebbene pare vi siano stati degli strascichi legali date le riprese non autorizzate. E ancora il drone di PETA, utilizzato lo scorso ottobre per stanare i cacciatori di frodo in Massachusetts, e quello di Sony, scelto per scoprire gli edifici dell’isola abbandonata di Hashima, in Giappone.

Molto diffusi fra i videoamatori – YouTube pullula di bellissime riprese aeree di gran parte delle grandi città europee e statunitensi – la loro promozione al cinema di Hollywood non è ancora completamente avvenuta, perché le case di produzione sono in attesa di specifiche normative dalle agenzie federali statunitensi, nonostante la MPAA abbia formalmente chiesto lo scorso gennaio di accelerarne il processo. Nel frattempo vengono intensivamente utilizzati dai documentaristi del mondo animale, in particolare per osservare le grandi colonie dei pinguini antartici, e sono stati citati in numerose serie TV. In un recente episodio di “Modern Family”, ad esempio, Claire e Phil ricorrono a un drone per spiare da remoto le uscite dei figli. Infine il mondo dei videogiochi con ReROLL, il primo videogame con il mondo in scala 1:1 mappato da droni, ma anche l’universo dell’utilità pubblica, con i primi aeromobili postini.