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Siti che chiudono: Zivago

Come preannunciato da diverse settimane, Zivago, il noto negozio virtuale di libri e CD musicali, ha concluso il 27 febbraio scorso la sua breve storia. È la prima volta che accade in Italia. Kataweb sempre meno in forma.

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Zivago chiude davvero. Da alcune settimane si rincorrevano le notizie, provocate da un articolo del quotidiano online Il Nuovo, sulla futura, possibile “messa offline” di uno dei principali siti di Commercio Elettronico italiani . Dal 27 febbraio le voci si sono fatte realtà e digitando l’URL dell’Home Page di Zivago.com si può leggere solamente un lapidario comunicato stampa: «In data 27 settembre 2001 l’Assemblea straordinaria dei soci della Zivago S.p.A. ha deliberato all’unanimità la messa in liquidazione della società […] Saranno evasi con i prodotti al momento disponibili gli ordini già inoltrati».

Questa è la prima chiusura di un negozio di e-commerce in Italia, una nazione che finora, forse unica nel panorama occidentale, aveva solamente sfiorato la cosiddetta “crisi” delle dotcom. Tuttavia i motivi della messa in liquidazione del sito non sono chiarissimi. Non è stato comunque un crollo finanziario a mettere in crisi la società ma i disaccordi tra i soci del negozio virtuale. Zivago, nato nell’ottobre 1999, era frutto di una joint venture fra il gruppo Feltrinelli e il gruppo Kataweb e sembra siano stati proprio i dissapori manifestati dalla casa editrice milanese a minare il rapporto fra i due partner. Secondo quanto riportato dal sito Vnunet.it la Feltrinelli starebbe per creare un proprio sito di commercio elettronico in diretta concorrenza con i due maggiori negozi online del settore: Internet BookShop e la filiale italiane di Bol.com (gestita da Mondadori e dalla grande multinazionale tedesca Bertelsmann).

Si era subito intuito, sin dalla pubblicazioni delle prime indiscrezioni, che il motivo della chiusura di Zivago non sarebbe stato il fallimento ma lo scioglimento della società. Il sito infatti, dopo uno stanco avvio, aveva fatto registrare nell’ultimo trimestre del 2000 un ottimo balzo in avanti e nel recente periodo natalizio ha quasi decuplicato il risultato dell’anno precedente. Lo stesso andamento del settore faceva ben sperare per una rapida

Dunque, niente panico. Gli affossatori dell’e-commerce made in Italy possono mettere in cantina le pale: Zivago chiude per beghe societarie e per riassestamenti all’interno del gruppo. Probabilmente l’impatto maggiore si avrà sul portale Kataweb che, dopo aver messo nel cassetto la più volte annunciata quotazione in borsa, perde una delle sue punte di diamante nel settore del commercio elettronico. Sul fronte del Business to Consumer (ossia la vendita al dettaglio di beni e servizi), la divisione Web del Gruppo Editoriale L’Espresso può comunque contare sulla partecipazione a Esperya, la «bottega virtuale» di gastronomia italiana.

Nella recente classifica dell’Osservatorio Qualyweb Zivago era risultato essere il settimo miglior sito italiano di e-commerce.