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La formazione al centro della Net Economy

Nasce il Clo (Chief learning officier), nuova figura professionale destinata a provvedere alla formazione e all'aggiornamento costante del personale, il cui valore ormai si misura non solo dalla sua produttività attuale, ma anche e soprattutto dalla capacità di svolgere con agilità sempre nuovi compiti.

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E-learning e formazione sono l’autentico cuore della New Economy, il suo motore più nascosto e vitale, dato che ormai la gestione della conoscenza è diventato il punto focale dell’impresa, il nodo intorno al quale si giocano le partite più importanti. O almeno, questo è il parere espresso dal corposo studio “Chief learning officiers-Operating education as a business”, edito (a pagamento) dalla Corporate University Xchange di New York, secondo il quale la crescente, capillare competitività del mercato, insieme all’alto tasso di innovazione indispensabile per sopravvivere e imporsi, obbliga le imprese a investire una parte sempre crescente delle loro risorse proprio nella formazione, allo scopo di disporre di una forza lavoro non solo di sicuro valore, ma anche e soprattutto capace di adattarsi, aggiornarsi e migliorarsi costantemente.

La tendenza, quindi, è chiarissima, e funziona a tutti i livelli. Il lavoratore della New Economy, qualunque sia il suo grado di responsabilità, è costretto a trasformarsi in un apprendista permanente, pena la rapida obsolescenza dei saperi di cui dispone e dunque del suo valore di mercato. Ma lo stesso discorso, naturalmente, vale anche e soprattutto per le imprese nel loro complesso, che hanno un bisogno ormai costante di rinnovare servizi e funzioni. Di qui la nascita di alcune nuove figure che si collocano ai vertici di molte aziende, soprattutto negli Stati Uniti, il cui compito specifico è provvedere ai programmi di formazione, ritagliandoli intorno alle esigenze proprie di ogni singola azienda. Il termine più usato per designare questa nuova figura, che guadagna dai 134 mila ai 400 mila dollari annui, è Chief learning officier (Clo, responsabile per la formazione).

Ma quali sono, in concreto, i compiti di un Clo? Eccone un rapido ma esaustivo elenco, compilato da Mauro Calamandrei in un ottimo articolo recentemente pubblicato dal IlSole24ore.com: “Qualunque sia il suo titolo, questo dirigente deve svolgere diverse mansioni: prima di tutto deve essere un esperto di tecnologia, un consulente, un manager delle relazioni esterne e soprattutto un programmatore strategico; un uomo — o una donna —, cioè, dotato di grande immaginazione e capace di creare e dirigere programmi di formazione e trattarli come un’attività imprenditoriale. Fra le sue molte responsabilità le più visibili sono: addestrare e tenere aggiornati sulla tecnologia, sui prodotti e sui servizi dell’impresa gli addetti alle relazioni con il mercato; educare i clienti; diffondere la conoscenza e le competenze tecniche, che consentono a un numero sempre maggiore di persone di lavorare, vivere e imparare nella Internet economy. Ma nel gran quadro della concorrenza globale sempre più spietata dal punto di vista pratico non c’e obiettivo più pressante della riduzione del ciclo vitale di un prodotto o di un servizio”.