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Opera 6.0

È stato rilasciato Opera 6. Alcune nuove funzioni e una migliorata interfaccia lo rendono del tutto pronto ad attaccare il mercato di Explorer e Netscape. Ci sarà spazio per il terzo incomodo?

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Opera continua la sua rincorsa ai due grandi browser, Netscape e Internet Explorer. Lo scorso 29 novembre 2001 la casa norvegese ha rilasciato la versione 6.0 del suo browser, bruciando tutti i tempi di beta testing. La versione beta era stata rilasciata appena due settimane prima, in occasione del Comdex, la fiera informatica americana.



Le caratteristiche principali di Opera che già conoscevamo rimangono immutate. Leggerezza, velocità di visualizzazione delle pagine, compatibilità con le principali specifiche del consorzio WWW. Alcune di queste funzioni sono state addirittura migliorate. È noto che gli sviluppatori di Opera hanno lavorato molto sull’ottimizzazione del codice per il rendering, le pagine vengono così visualizzate in modo impressionante: un click e via, la pagina è già visualizzata.



Il secondo cavallo di battaglia del piccolo browser è sempre stato il grande carnet di funzioni per l’utente e le amplissime funzioni avanzate di accessibilità: le mouse gestures ad esempio consentono di eseguire le maggiori attività di navigazione (caricare nuovamente una pagina, ridurla a icona, aprire una nuova pagina ecc.) semplicemente utilizzando i movimenti del mouse. Moltissime le azioni associabili alla tastiera. Provate, ad esempio, a tenere premuto il tasto CTRL e ad agire sulla rotella del mouse: a prescindere anche dalle opzioni impostate dal webmaster i caratteri della pagina aumenteranno o diminueranno di conseguenza.



Insomma, nelle funzioni principali la versione 6 si discosta poco dalla precendete 5 e successive. Di veramente nuovo ci sono: la nuova grafica adottata dall’interfaccia e la nuova modalità di visualizzazione dell’interfaccia.



Le icone e le form di ricerca sul web sono più gradevoli e sono mostrate in modo più razionale conservando l’organizzazione spaziale che già conoscevamo. Anche il banner pubblicitario visualizzato nella versione gratuita di Opera sembra, a prima vista, più integrato e meno intrusivo. Più potenti le possibilità di cambiare e sostituire le “skin” (ossia l’aspetto del browser) per mezzo del portale Opera



La visualizzazione delle pagine può essere scelta dall’utente in due modalità: modalità a documento singolo (SDI, Single Documente Interface) oppure a documento multiplo (MDI, Multiple Document Interface). La prima modalità è quella di default per Netscape/Mozilla e Internet Explorer: ogni pagina viene mostrata in una nuova finestra (anche quella delle Hotlist). La modalità a documento multiplo, l’unica disponibile sino alla versione precedente, impone al browser di visualizzare ogni singola pagina visitata all’interno di un’unica finestra. La nuova modalità e stata scelta, fanno sapere da Opera, per non confondere gli utenti meno esperti.



Altre nuove funzionalità sono state aggiunte: un doppio click su una parola visualizzata fa aprire un menu in cui poter scegliere si cercare la parola sui motori di ricerca, nell’enciclopedia di Lycos oppure di tradurla. Anche la gestione dei bookmark è stata migliorata.



Alcuni bug non possono essere taciuti. Abbiamo tentato più volte di collegarci al server sicuro di una società di online banking ricevendo sempre un errore nella gestione dei cookie. In altri casi il browser ha subito un inspiegabile blocco.



In definitiva Opera conserva i suoi principali meriti: velocità, compatibilità e funzioni avanzate per l’utente di tutto rispetto. Resta da vedere se il browser norvegese riuscirà a rosicchiare quote di mercato ai due principali browser. Più che ad Explorer, la cui quota di mercato è garantita dalla discussa integrazione nel sistema operativo, pensiamo a Mozilla, le cui specificità (innanzitutto il fatto di essere per larga parte Open Source) hanno consentito di produrre un browser altrettanto veloce e altrettanto compatibile come K-meleon