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W3C: battaglia sui brevetti

La compagnia canadese UFIL (Unified Data Technologies) sta reclamando su una possibile violazione di un brevetto di cui è titolare ad opera di una popolare tecnologia web. W3C, per bocca del suo leader Daniel Weitzner, ricorda l'importanza del principio royalty-free.

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La tecnologia in questione, Resource Description Framework (RDF), è basata sul linguaggio Extensible Markup Language (XML) e consente ai programmatori di realizzare software per accedere a risorse Web, come il contenuto di una stessa pagina web, files musicali e foto digitali. Lo standard RDF è stato approvato dal World Wide Web Consortium, che notoriamente valuta e raccommanda gli standards per le Web technologies.

Tutto tranquillo (si fa per dire) fino a quando una azienda con sede a Vancouver, la Unified Data Technologies(UFIL) nel rivendicare la paternità del brevetto n. 5.684.985, assegnato nel Novembre del 1997, non ha reclamato per una presunta violazione dei propri diritti causata appunto dall’ RDF. UFIL sta attualmente collaborando con la società di Toronto Patent Enforcement and Royalties Ltd. (PEARL) per rafforzare le proprie rivendicazioni. Inoltre le due società ritengono che circa 45 aziende potrebbero aver violato lo stesso brevetto.

UFIL nel 1999 si è accordata con PEARLRDF Site Summary standard, un metodo per descrivere contenuti web che è realizzato con qualcosa di diverso dall’ HTML. L’RSS, per esempio, permette ai siti web di scambiare informazioni circa i contenuti e i dati relativi all’ e-commerce. RSS in origine era stato sviluppato da Netscape Communications, ora posseduta AOL Time Warner (HTML.it ha una propria pagina dedicata ai feed RSS). Lo stesso browser Mozilla di Netscape utilizza questa tecnologia, e così altri programmi.

Daniel Weitzner, leader del W3C, ha affermato sull’argomento che le specifiche fondamentali tecnologiche come l’ RDF dovrebbero poter essere implementate in base a principi di gratuità. Inoltre Weitzner ha assicurato di voler salvaguardare i diritti di proprietà, ricordando allo stesso tempo che l’RDF è stato sviluppato liberamente da una ampia parte della Web community.

È attualmente in discussione una nuova politica (Patent Policy Framework) che dovrebbe consentire l’uso di tecnologie brevettate in questi standards e permettere alle società che possiedono i brevetti di farsi pagare i diritti per il loro utilizzo.Il documento che verrà realizzato dal Patent Policy Working Group potrà poi essere commentato pubblicamente sul sito del W3c; successivamente, sarà poi vagliato dall’ Advisory Committee e infine la Patent Policy potrebbe diventare una Recommendation (cioè i documenti del W3c con cui con cui vengono definite le specifiche degli standards) vincolante per tutti i membri del W3c a partire dal febbraio 2002.

Il Patent Policy Framework stabilisce sostanzialmente due tipi di tutela brevettuale, la tutela Rand (Reasonable And Not Discriminatory) e la tutela denominata Rf (Royalty-Free License). Il primo tipo di brevetto ad esempio consentirebbe a chi lo detiene di chiedere il pagamento di royalty adeguate all’importanza dell’utilizzazione.

Il W3C è stato già coinvolto in dispute riguardanti i brevetti. Il consorzio, con l’aiuto dei suoi membri, ha respinto con successo la sfida dell’Intermind sui diritti vantati su alcune specifiche dello standard P3P (Platform for Privacy Preferences), che stabilisce parametri tecnici in grado di permettere ai browsers di comunicare automaticamente con i siti Web riguardo alla privacy