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Amazon: e-commerce che funziona

Dopo sei anni di perdite, Amazon è in attivo. La più grande libreria online, ora mall tecnologico, ha stupito tutti presentando un profitto di 5 milioni di dollari, mantenendo le promesse fatte ai mercati finanziari oltre un anno fa

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È di martedì la notizia che Amazon, la più grande libreria online, è in attivo. Dopo sei anni (Amazon fu fondata nel 1994, l’apertura del sito è del Luglio 1995) in cui le spese di gestione superavano di gran lunga le entrate, Jeff Bezos può dire di aver vinto la sua prima scommessa. Il rapporto del quarto trimestre 2001 segna un più 5 milioni di dollari (ca. 5,5 milioni di euro), nulla in confronto ai quasi 3 miliardi di dollari (ca 3,3 miliardi di euro) persi negli anni precedenti, ma è un ottimo segnale e forse da oggi la strada per i veri profitti è meno in salita.

A tutto ciò non si è arrivati senza sforzi. La catena di licenziamenti e ristrutturazioni dello scorso anno ha toccato anche la società di Seattle. Nel gennaio 2001, quando partì il piano di contenimento che ha portato a questo risultato, Amazon licenziò il 15% della forza lavoro (ca. 1300 persone). Promozioni e sconti continui hanno fatto sì che il fatturato, di cui una buona parte proveniente da ordini internazionali, crescesse inarrestabile.

Anche i dati sono da prendere con le pinze. Una buona parte dei debiti sono stati tagliati grazie alla loro conversione in euro, una moneta che ha sofferto nei mesi passati di una cronica debolezza nei confronti del dollaro.

Tuttavia la notizia di Amazon è di quelle che crea ottimismo. Siti di e-commerce con il segno “più” sui conti sono rari di questi tempi. Amazon è stato definito da alcuni un «fenomeno culturale». Esempio non solo di capacità imprenditoriale, ma anche di sensibilità al nuovo mezzo di comunicazione. Amazon è il simbolo tangibile della new economy. È il primo sito di e-commerce nato e cresciuto sull’Internet, il primo ad aver sfruttato le potenzialità del nuovo medium, sempre rinnovandosi, sempre guardandosi intorno per capire in cosa non si doveva sbagliare.

A prescindere dal mercato e dalle manovre imprenditoriali, Amazon rappresenta un esempio nell’uso e nella progettazione del sito web. Molta della fortuna del sito è dovuta anche all’estrema perizia con sui è stato progettato. Un esempio da cui prendere spunto; almeno in cinque punti:

  • Usabilità. Ogni pagina del sito è coerente e progettata per rendere il meno complicata possibile l’esperienza con l’utente. Amazon è stato inoltre uno dei primi siti a utilizzare la navigazione a “linguette” e sistemi di navigazione semplificata.

  • Accessibilità. La navigazione all’interno di Amazon è possibile sia in modalità grafica sia in modalità testuale (più veloce e navigabile). Dallo scorso dicembre è inoltre online anche una versione dedicata ai non vedenti in grado di “leggere” il sito.

  • Personalizzazione. Quasi a replicare la funzione di un commesso di libreria, il sistema di gestione è sempre pronto a riconoscere l’utente e a suggerirgli le nuove uscite dei libri di argomento correlato.

  • Rispetto della Netiquette. Mai una mail di spam da parte di Amazon. Gli annunci inviati agli utenti registrati sono sempre finalizzati a migliorare la “customer experience”.

  • Ricchezza di contenuti. Non si va su Amazon per comperare. Moltissimi vanno su Amazon per informarsi sulle novità editoriali, per leggere qualche recensione. Lo staff di Amazon, che conta tuttora migliaia di persone, fornisce contenuti di primissima qualità.


Nato sei anni fa in un garage della periferia di Seattle con un investimento di poco meno più di seicento milioni, Amazon ora vende libri, software, DVD, giocattoli, videocamere e ha trenta milioni di clienti in tutto il mondo