QR code per la pagina originale

Studenti, popolo di Internauti

Gli studenti universitari sono storicamente i primi adottatori e i più grandi utilizzatori delle nuove tecnologie; per loro passa il futuro della Rete. I risultati di una ricerca Pew Internet & American Life Project.

,

Chi vuole introdurre nuove applicazioni o nuove tendenze in
Rete deve fare i conti con gli studenti universitari: sono loro,
infatti, i primi adottatori e i più grandi utilizzatori di Internet. Lo rivela
un rapporto appena diffuso dal Pew
Internet & American Life Project
. I dati parlano chiaro: il 20% degli
attuali studenti universitari ha iniziato ad utilizzare il computer quando
aveva tra i 5 e gli 8 anni ed entro i
18 anni tutti hanno guadagnato una certa esperienza informatica; inoltre, l’86%
di loro ha navigato su Internet, contro il 59% della popolazione totale.

«Gli studenti universitari sono una popolazione unica»,
spiega Steve Jones, Senior Research Fellow. «Occupando un terreno di mezzo tra l’infanzia
e l’età adulta, tra il divertimento e il lavoro, gli studenti universitari sono
all’avanguardia del cambiamento dalla fine della seconda guerra
mondiale. Yahoo!, Napster e altre applicazioni di Internet», ha aggiunto Jones,
«sono state create da studenti universitari e, mentre la maggior parte di loro
sono semplici utenti, come gruppo possono essere considerati dei pionieri».

La ricerca
dimostra che gli studenti universitari sono una fascia di utenti per la quale
Internet è diventato un mezzo di comunicazione ordinario e quotidiano,
al pari del telefono o della tv.
Il 72% degli intervistati controlla l’e‑mail almeno una volta al giorno,
mentre il 78% ha dichiarato di essere andato una volta o l’altra online
soltanto per passare tempo, rispetto al 64% degli utenti generici. Inoltre,
l’85% degli studenti possiede un proprio pc

e il 66% ha almeno due indirizzi e‑mail. Infine, tra gli studenti è due
volte maggiore la percentuale di chi usa programmi di instant messaging e
addirittura tre volte maggiore quella di chi scarica musica da servizi di file‑sharing.

Naturalmente, gli studenti hanno trovato in Internet anche
un utile strumento per la loro istruzione. La stragrande maggioranza, il
73%, dichiara di utilizzare Internet più della biblioteca per le proprie
ricerche, rispetto al 9% che mostra l’abitudine contraria. Il 68% è iscritto ad
almeno una mailing‑list di argomento accademico e il 79% sostiene che
Internet ha avuto un impatto positivo sull’esperienza universitaria. I
ricercatori evidenziano una nota dolente nel gap generazionale tra studenti e
professori: soltanto al 48% è stato chiesto di utilizzare la posta elettronica
per le lezioni; inoltre, gli studenti di solito utilizzano l’e‑mail per
comunicare ai docenti notizie negative, come la propria assenza ai corsi o
l’impossibilità di terminare un lavoro.

Comunque per i ragazzi la Rete resta anche, se non
soprattutto un mezzo di comunicazione. Il 42% degli studenti
intervistati ha affermato di utilizzare Internet principalmente per i propri
rapporti sociali, mentre soltanto il 10% ha detto di farlo soprattutto per
divertimento. Benché due terzi del campione abbia ammesso di preferire il
telefono alla Rete per comunicare, l’85% considera Internet una maniera facile
e conveniente per sentire gli amici.

Secondo gli autori della ricerca, il comportamento degli
studenti può gettare uno squarcio di luce su quella che sarà l’Internet del futuro.
Innanzitutto, gli studenti di oggi saranno domani avidi consumatori di banda:
«Quando si laureeranno e non avranno più accessi ad alta velocità nei
laboratori e nei dormitori», spiegano i ricercatori, «l’accesso via cavo o via
DSL sarà l’unico modo col quale potranno proseguire nell’abitudine di scambiare
file, guardare ed ascoltare media in streaming ed avere un accesso 24 ore al
giorno». Inoltre, gli studenti potrebbero rendere in futuro l’informazione
online molto più importante di quanto non lo sia per i loro genitori.

Due buone notizie per chi fa affari con il Web che però
vengono ridimensionate dalla constatazione che gli studenti si sono abituati a
copiare e a scambiarsi gratuitamente file audio e video. I ricercatori
osservano che, per questo motivo, «potrebbero rivelarsi consumatori più accorti
rispetto alle precedenti generazioni, basando i propri acquisti sulla visione
dei media tramite file‑sharing».

La ricerca ha coinvolto 2054 studenti statunitensi iscritti
a corsi di laurea biennali o quadriennali.