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Musica a pagamento: un boomerang per Apple?

Gli appassionati di Macintosh hanno già trovato il modo di scambiarsi gratuitamente i brani acquistati su iTunes Music Store. Le case discografiche pronte a intervenire.

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Un servizio musicale a pagamento di successo su Internet è da sempre la terra promessa dell’industria discografica; ora che quel servizio c’è, paradossalmente, rischia di diventare un nuovo incubo.

Alcuni appassionati di Macintosh hanno trovato il sistema di scambiare online gratuitamente i brani offerti da iTunes Music Store, il negozio virtuale lanciato da Apple il mese scorso. Un software Apple permette infatti di scambiare musica in streaming tra gli utenti di un network ben delimitato; gli appassionati hanno trovato il modo di estendere questa funzionalità all’intera Rete, creando un vero e proprio network P2P.

Il sistema non permette di scaricare i brani in maniera permanente; inoltre non tutti gli utenti Apple hanno la potenza di calcolo e di banda necessaria a funzionare da nodo del network; resta comunque il problema di un espediente che permette di ascoltare un gran numero di canzoni senza spendere un centesimo. Apple dovrà porre rimedio se non vuole che il successo di iTunes si trasformi in un boomerang.

iTunes Music Store ha esordito alla fine di aprile; il servizio consente agli utenti Apple di scaricare legalmente brani musicali al prezzo di 99 centesimi l’uno, scegliendo in un catalogo di 200 mila canzoni messe a disposizione dalle cinque maggiori case discografiche. Gli utenti possono ascoltare e masterizzare a piacimento i file scaricati. In un paio di settimane, iTunes ha già superato il milione di brani comprati.