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I Weblog all’Università

Giornata di studio a Viterbo per fare il punto sul fenomeno weblog in Italia, tra tecnologia, aspetti comunicativi e rapporti con l'informazione tradizionale.

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L’Università della Tuscia ha ospitato il 26 giugno scorso la giornata
di studio dedicata al tema “Scrivere in rete: i weblog”.
Ispiratore dell’incontro Gino Roncaglia, co-autore del manuale Internet
di Laterza, docente presso l’ateneo viterbese e blogger sulle pagine del
suo MerzLog.

Due le sessioni di lavoro. Quella mattutina si è aperta con l’intervento
di Giuseppe Granieri (Blog
Notes
). Nel tentativo di rispondere alla domanda/tema del suo intervento
(Cos’è un weblog), ha proposto una sintesi efficace delle
caratteristiche essenziali di questo strumento: la facilità di
accesso e pubblicazione
(resa possibile dall’adozione di sistemi
di Content Management personali), il ‘formato
e un corredo di funzionalità di base che ne fanno un
sistema eccellente per coniugare espressione individuale e intreccio di relazioni
interpersonali. E’ toccato quindi a Cristiano Siri (Onino)
mettere in evidenza gli usi possibili del blog in differenti ambiti di applicazione.
Se i numeri e le tendenze in atto sembrano aver premiato e reso solido l’utilizzo
da parte dell’utente ‘comune’, quello in cerca di un mezzo
semplice, user-friendly, per affermare la propria presenza sulla Rete, rimane
ancora da esplorare il reale impatto che i weblog potrebbero avere in ambito
aziendale
. Le maggiori resistenze potrebbero venire da una cultura
manageriale poco avvezza alla collaborazione e alla discussione aperta, elementi
sicuramente positivi, portatori di vantaggi a lungo termine e di fatto connaturati
allo strumento weblog.

La relazione di Antonio Sofi (Webgol)
è stata una sorta di ponte verso la seconda parte della mattinata. Sofi
ha presentato una ricerca, svolta presso il Master in Giornalismo On Line dell’Università
di Firenze, centrata sulle tipologie di weblog e sulle diverse
modalità di approccio comunicativo emerse in occasione del recente conflitto
iracheno.

Sul tema Weblog e Informazione hanno dibattuto Beppe Caravita (Network
Games
), Massimo Mantellini (Manteblog),
Carlo Annese (Fuori
dal Coro
) e Leonardo (Leonardo).
Dalla discussione è emerso un dato di fondo: il giornalismo tradizionale
non sembra ancora aver compreso le logiche emergenti sulla Rete. Caravita ha
citato l’esempio di Slashdot,
che con il suo modello editoriale partecipativo, aperto e ‘dal
basso’ è riuscito ad oscurare i colossi dell’informazione
tecnica online. Mantellini, partendo dall’analisi dei resoconti della
grande stampa sul ‘fenomeno’ blog, ha puntato il dito contro l’approssimazione
che caratterizza l’approccio alla tecnologia degli organi di stampa non
di settore. Altro punto di discussione: la questione dei complicati rapporti
tra blogger e giornalisti. Su una Rete tendenzialmente paritaria relativamente
all’accesso alle fonti, il blogger, che difficilmente potrà produrre
informazione ‘in proprio’, può da una parte ritagliarsi il
ruolo di ‘controllore’ dell’informazione ufficiale, dall’altra
quello di ‘commentatore’ attivo della realtà sociale e politica,
con i rischi che ciò può comportare sul piano legale e in un contesto
legislativo poco chiaro su questi aspetti delicati.

La seconda parte dell’incontro è iniziata con le relazioni tecniche
di Paolo Valdemarin (Paolo’s
Weblog
), Cesare Lamanna (4Banalitaten)
e Matteoc (SkipIntro).
Tutti gli interventi hanno puntato ad un’analisi del terreno tecnologico
sui cui sta crescendo il fenomeno. L’aspetto è dei più interessanti.
Intorno ai blog agisce una comunità di sviluppatori che sta usando questi
particolari siti personali come luogo privilegiato di sperimentazione.
Software sociale, API aperte, applicazioni XML e in prospettiva quel Web
Semantico
che potrebbe cambiare la faccia della Rete. Tutti gli esempi
di applicazione mostrati al pubblico (Evectors
K-Collector
, Feedster,
Technorati, AllConsuming)
rappresentano un modello possibile per lo sviluppo software del futuro: bassi
costi, standard aperti, personalizzazione, integrazione. Ad integrazione delle
tre relazioni, l’intervento di Giovanni Bergamin delle Biblioteca Nazionale
di Firenze sulle problematiche relative all’indicizzazione delle risorse
in Rete.

Finale dedicato ai racconti dei blogger, una galleria di esperienze per capire
come e perché persone con motivazioni diverse abbiano trovato congeniale
questa forma di espressione. Dai racconti di ‘varia umanità’
di Brodo Primordiale
al blog come ‘terzo posto’ di Momoblog,
dall’esperienza collettiva di United Blogzine of WWW (raccontata da Proserpina)
all’ironia colta di Klamm
e Leibniz. Protagonista
di questa parte è stato comunque l’autore di Massaia,
uno dei blog più curiosi, interessanti e visitati emersi negli ultimi
mesi. Il convegno viterbese è stata l’occasione per svelare il
mistero. Dietro i consigli da casalinga perfetta e le surreali storie di un
piatto quotidiano metropolitano, si nasconde in realtà un timido e talentuoso
ragazzo torinese, talmente ‘vero’ da vedersi arrivare e-mail con
le più incredibili richieste di consigli. A suo modo un esempio di come
il blog possa essere un formidabile strumento di espressione letteraria e sperimentazione
linguistica, oltre che un modello di ‘disintermediazione’ in grado di spezzare
le tradizionali logiche della produzione culturale.