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USA: vietato tassare l’accesso alla Rete

Il Senato statunitense approva la proposta di George Allen: vietato tassare gli accessi alla Rete. La tassa non sarebbe né opportuna, né democratica. Previste misure temporanee per alcuni stati

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La commissione commercio del senato americano, su vigorosa proposta del senatore George Allen, ha votato un provvedimento che dovrebbe inibire ogni tassa sull’accesso alla rete Internet. Gli spiragli lasciati dalle precedenti proposte, spiragli per i quali si temeva una ricaduta pecuniaria su linee veloci o wireless, sono stati vanificati dalle nuove modifiche e la legge appare ora completa per dare i canoni di sufficiente durevolezza al provvedimento.

Dall’Information Technology Industry Council scaturisce inoltre una serie di provvedimenti in grado di ammorbidire l’assorbimento del cambiamento in atto: gli stati che ancora tassavano l’accesso (New Mexico, North Dakota, South Dakota, Tennessee, Texas e Wisconsin) avranno 3 anni di tempo per eliminare suddetta imposizione.

La legge, ancora in fase di approvazione ma con la strada ormai in discesa verso la firma definitiva del presidente Bush, costituisce una pietra miliare nell’ottica di una auspicata libertà di accesso alla Rete. Chiarisce tale interpretazione lo stesso senatore Allen: ogni dollaro speso in tale tassa apporta danni in quanto elimina opportunità di crescita e di istruzione a milioni di persone, in particolare tra i ceti meno abbianti.

Il provvedimento viene accolto con soddisfazione da più parti non solo come una vittoria per l’innovazione ed un passo avanti per una nuovo periodo di democratico accesso alle risorse, ma anche come una forte conferma di rilancio per l’e-commerce.

Il senatore George Allen è rappresentante della Virginia, lo stato americano sede di America On Line, il secondo maggiore provider americano.