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Harry Potter? 4 Euro ed è tuo

L'ultimo episodio della saga del piccolo mago diventa lo spunto per un'importante battaglia civile. In ballo il diritto alla lettura dei ciechi. Paolo Pietrosanti lotta, ma intanto gli oscurano il sito

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Continua, nonostante oscuramenti di siti ed indirizzi e-mail, la battaglia di Paolo Pietrosanti. Il militante radicale, cieco da dieci anni, è impegnato da tempo in una campagna fondamentale per i diritti dei non vedenti: il diritto alla lettura. Niente di più, niente di meno.

Nei giorni scorsi l’annuncio di una clamorosa iniziativa. Pietrosanti avrebbe reso disponibile in visione sul suo sito la versione digitale di Harry Potter e l’Ordine della Fenice, l’attesissima traduzione italiana dell’ultimo romanzo di J. K. Rowland. Dallo stesso sito sarebbe stato possibile acquistare una copia digitale al prezzo di 4,80 Euro. I proventi, nelle parole di Pietrosanti, sarebbero stati devoluti “all’autrice e alle traduttrici verso l’Italiano”. Non il diritto d’autore e il giusto compenso per le opere d’ingegno viene infatti messo in discussione, ma la politica di distribuzione dei libri attuata dalle case editrici. Sarebbe quello e non la cecità l’ostacolo che oggi impedisce a migliaia di persone di poter godere di opere che tutti hanno la possibilità di leggere. Pietrosanti e le associazioni che sostengono la sua iniziativa, invocano dunque l’opportunità di acquistare un libro nel formato che meglio si adatta alle condizioni di ciascuno.

I toni della vicenda si sono surriscaldati con l’approssimarsi del giorno fissato per il lancio dell’iniziativa, il 3 novembre appunto. La casa editrice Salani ha infatti annunciato l’avvio di azioni legali contro l’esponente radicale e il provider. Nel corso della giornata di sabato 1, Pietrosanti ha denunciato l’oscuramento, tuttora in corso, dei siti pietrosanti.net e pietrosanti.org, mentre risulta ancora raggiungibile un terzo dominio, pietrosanti.ws. Sulla home page compare l’indirizzo di e-mail da cui richiedere l’opera e un’articolata analisi del tema di fondo, quello dell’accessibilità dei libri.

Nel comunicato stampa con cui ha annunciato l’oscuramento dei siti, Pietrosanti fa pure riferimento al ruolo dell’Associazione Italiana Editori. In base ad un accordo, firmato nell’ottobre 2001, con la Biblioteca Italiana per i Ciechi “Regina Margherita” di Monza, la versione braille dell’ultimo Harry Potter è a disposizione dei non vedenti di tutta Italia proprio a partire da oggi. Un tempismo, denuncia Pietrosanti, non riscontrato prima e per altri libri di successo che in base a quello stesso accordo avrebbero dovuto essere da tempo disponibili in formati accessibili.