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Il W3C boccia i sistemi anti-robot non accessibili

Il W3C ha bocciato l'uso delle protezioni anti-robot che utilizzano stimoli visivi per interagire con l'utente. Il sistema è inutilizzabile per non vedenti o dislessici. In nome dell'accessibilità, il test va riformulato.

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In seguito alla larga diffusione di sistemi anti-robot in grado di bloccare l’attività di utenti malintenzionati (sistemi spesso poco rispettosi del diritto di accessibilità ai servizi), il W3C fa la voce grossa e chiede che vengano studiati sistemi alternativi di controllo.

I sistemi di interazione con l’utente, simili al noto test di Turing in cui si verifica l’attendibilità di una reale rapporto tra utente e macchina, servono per traviare i robot automatici dall’ingresso in zone ove potrebbero arrecare danni effettuando registrazioni fasulle e ripetute (create ed utilizzate a fini di spam).

Il sistema maggiormente condannato è quello che chiede un’interazione visiva con l’utente il quale deve compilare un form indicando il testo contenuto in una apposita immagine deformata: l’immagine non è leggibile da sistemi elettronici ma nel contempo mette a rischio l’accesso sia dei non-vedenti che dei dislessici o portatori di problemi vari legati alla lettura.

Hotmail avrebbe già ideato un canale audio alternativo al canale visivo, tuttavia alcuni test condotti hanno rilevato la scarsa precisione del sistema. Altre proposte in atto verterebbero su autenticazione da carta di credito, biometrica o chiavi pubbliche di accesso, ma nessuna ipotesi ha finora trovato i necessari accrediti.

Matt May, responsabile dell’accessibilità Web al W3C, sottolinea come “non vi sia una soluzione unica al problema”, ma si starebbe attendendo un feedback costruttivo dalla comunità dei programmatori al fine di trovare una alternativa valida al test di Turing visivo, barriera insormontabile per molti.