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Il Senato USA stringe il cerchio attorno alla pirateria

Negli USA si fa sempre più preoccupante il danno apportato all'industria cinematografica dalla pirateria. Le copie diffuse prima dell'uscita ufficiale del prodotto, in particolare, causano 1 miliardo di dollari di danno ogni anno. Interviene ora il Senato

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Uno degli aspetti più dannosi della pirateria digitale è il rilascio delle cosiddette pre-release, cioè versioni digitali di film o musiche che ancora devono essere distribuite sui circuiti ufficiali. Contro questo mercato, che negli Stati Uniti crea un danno globale pari a circa 1 miliardo di dollari ogni anno, si è ora pronunciato il Senato con una mozione di legge che va chiedere il cambiamento dell’attuale irrisoria sanzione pecuniaria.

Nel passato casi simili di pirateria avevano portato a sanzioni pecuniare pari a circa 2500 dollari per 10 pre-release distribuite. Oggi con i canali di peer-to-peer è molto più difficile stabilire il numero delle reiterazioni del reato e le nuove tecnologie impongono nuovi strumenti di intervento e nuove misure di giudizio.

Il provvedimento, denominato “Artists Rights and Theft Prevention (ART) Act” è stato sponsorizzato dai senatori John Cornyn e Dianne Feinstein, i quali sottolineano il danno economico che tale reato apporta ad uno dei settori più in salute dell’economia americana. In base a queste premesse il reato viene ora parificato ad un reato di grave entità, con le conseguenze penali del caso.

In Italia, dove solo recentemente sono state scoperte copie di film in uscita solo poche ore innanzi (soprattutto in versione DVD), varie associazioni hanno promosso una campagna promozionale in onda nei cinema prima della proiezione dei film e finalizzata alla sensibilizzazione del pubblico sulla gravità del fenomeno della pirateria.