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DVD Jon, continua la serie delle assoluzioni

Tutti assolti. Assolto DVD Jon, perchè il suo DeCSS non viola alcuna legge federale e la responsabilità delle masterizzazioni non vi è imputabile. Assolto ora Andrew Bunner, accusato di aver divulgato un codice segreto (ma che segreto non è).

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Un’ultima sentenza, e finalmente il caso DeCSS è ufficialmente terminato: dopo la vittoria clamorosa di DVD Jon, arriva ora la fine del processo contro Andrew Bunner. La richiesta (ovvia quanto sorprendente) arriva alla Corte californiana competente direttamente dal DVD Copy Control Association (DVD CCA), l’ente che aveva impugnato la via della legge nella controversa vicenda DeCSS. Il caso, che segna un punto cruciale del processo giurisprudenziale attorno alle nuove tecnologie, può ora dirsi chiuso non senza importanti conseguenze sul futuro della legislazione del settore.

La storia dall’inizio. Tutto inizia quando Jon Johansen, ragazzino allora quindicenne, trova il modo per aggirare il cosiddetto DeCSS, tecnologia di protezione dei DVD. Jon distribuisce gratuitamente il tool e immediatamente migliaia di siti internet ne divulgano gli estremi. Scoppia il caso, parte la denuncia. A distanza di pochi mesi ecco la sentenza per DVD Jon: assoluzione piena, in quanto chi vende il DVD non può decidere a priori le modalità di utilizzo da parte dell’acquirente. Dunque il tool distribuito aumenta semplicemente le possibilità offerte agli acquirenti e non possono essere attribuite a Jon le responsabilità per eventuali successive masterizzazioni illegali del prodotto.

La denuncia non era però scattata solo per Jon Johansen, ma aveva colpito anche alcuni capri espiatori tra i molti autori di siti che immediatamente hanno sposato la causa divulgando il codice anti-DeCSS. Uno di questi era Andrew Bunner, coinvolto così nella vicenda e per mesi in attesa di giudizio. Ora arriva la richiesta di sospensione del processo in quanto, appalesatasi la leicità del codice di DVD Jon ed evidenziatasi la non segretezza del codice stesso, vengono meno i presupposti per il percorso giudiziario intrapreso.

Tutti assolti, insomma, a dispetto del fare minaccioso con cui il mondo di Hollywood si era scagliato contro il “pirata” minorenne che, dopo soli pochi mesi, avrebbe messo in scacco anche la Apple e il suo iTunes.