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Elezioni Europee: lo scrutinio è open source

L'intera procedura sperimentale di scrutinio elettronico del voto sarà basta su software open source: Java e Linux. Si garantisce risparmio economico e maggiore trasparenza dei dati. Coinvolte 49 città e circa 1500 seggi.

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Il ministro Stanca ha presentato oggi il sistema di scrutinio elettronico che sarà sperimentato nelle prossime elezioni europee del 12 e 13 giugno. L’intera infrastruttura dei dati sarà basata su software open source per garantire la massima trasparenza e il controllo assoluto della correttezza delle operazioni di spoglio.

«La scelta – ha sottolineato Stanca – tra sistema a codice aperto o sistema a codice chiuso, come chiarisce la mia direttiva, viene valutato caso per caso. In questo caso, data la sensibilità delle operazioni, abbiamo deciso di permettere il controllo delle operazioni basandoci su software a sorgente aperto».

Il software su cui è basato lo scrutinio elettronico, chiamato E-Voto, è stato inizialmente sviluppato dalla piccola società sarda Ales ed è già stato sperimentato nelle scorse politiche del 13 maggio 2001. L’intera infrastruttura è basata su software open source, in particolare Java per il software vero e proprio e Linux per il sistema operativo.

Ogni computer verrà attivato da un CD-Rom, basato sulla distribuzione Linux Knoppix, associato univocamente ad una chiave USB attraverso un sistema criptato. Per mezzo di un lettore ottico, una penna o una pistola laser, le schede elettroniche saranno scansionata dagli scrutatori e i dati verranno inseriti nella chiave USB presente nel computer all’interno del seggio. A fine spoglio, i dati della sezione saranno trasferiti, attraverso una connessione criptata, al Centro Servizi Nazionale dove avverrà il conteggio dei dati.

Il sistema sarà sperimentato in alcune sezioni campione selezionate in 49 città per un totale di circa 1500 seggi. L’informatizzazione della procedurà non riguarderà il voto ma solamente lo scrutinio ed il suo futuro dipenderà dai risultati ottenuti in questa tornata elettorale. Entro il 30 settembre una Commissione formata da esperti e politici dovrà predisporre una relazione sugli esiti della sperimentazione e sui passaggi futuri.

L’intera procedura, ha tenuto a specificare il ministro, non avrà nessun valore giuridico. I voti ufficiali rimarranno quelli cartacei e la sperimentazione servirà solamente a verificare la tenuta della macchina organizzativa in vista delle elezioni 2006 quando, se le valutazioni di questa prima sperimentazione saranno positive, il sistema potrebbe già essere ufficialmente introdotto in parallelo allo spoglio cartaceo.

Fortunate le scuole in cui verrà introdotta la sperimentazione: i quasi 2000 computer utilizzati rimarranno a disposizione degli alunni anche dopo le elezioni.