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Google nei guai per Orkut: il codice è stato rubato

Google ha rubato il codice di Orkut dalla piattaforma omologa Affinity Engines. Il responsabile sarebbe Orkut Buyukkokten, il quale avrebbe in passato collaborato con l'amico/rivale Tyler Ziemann. I due si ritroveranno ora in tribunale.

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Una piccola start-up di Palo Alto si è rivolta alla Corte Superiore della California per depositare un’offensiva legale contro Google, nella fattispecie contro la sua appendice Orkut. L’accusa è quella di aver sfruttato, per lo sviluppo del social networking in esame, codice appartenente alla piattaforma Affinity Engines e dunque protetto da copyright.

La denuncia è stata depositata il 25 Maggio ed il primo appuntamento in tribunale è previsto per il 30 Luglio. Il documento depositato presso la Corte fa specifico riferimento a Orkut Buyukkokten, ingegnere Google, quale primo responsabile dell’accaduto ed a supporto della tesi di appropriamento indebito del codice c’è la segnalazione di vari bug comuni alle due piattaforme: copiati i pregi, dunque, ma copiati anche i difetti.

David Krane, portavoce Google, non fa altro che confermare quanto emerso pur negando con forza, dopo le opportune verifiche, ogni addebito. La verità potrebbe trovare ora varie sfumature in quanto le due piattaforme avrebbero avuto origine comune: Buyukkokten e Tyler Ziemann avrebbero infatti dato vita anni fa (in ambito universitario) ad uno dei primi veri centri di social networking denominato Club Nexus.

In seguito tale piattaforma si sarebbe evoluta nel nuovo inCircle, sfociata infine in Affinity Engines sotto l’elgida di Ziemann. Nel contempo Buyukkokten, passato a Google, dava vita a Orkut proprio quando il gruppo di Larry Page e Sergey Brin non riusciva a chiudere l’accordo per l’acquisizione di Friendster.

«Spero non sarai arrabbiato con me». «Perchè dovrei esserlo?». Questo scambio di battute sarebbe successo durante il party di presentazione di Orkut, quando Ziemann avrebbe chiamato Buyukkokten direttamente sul suo cellulare. Fin dal giorno dopo Google sarebbe stata informata del problema relativo al codice, ma nessuna risposta sarebbe giunta in quegli uffici che, a pochi mesi dal giorno dell’aneddoto precedente, avrebbero poi presentato l’esposto presso la Corte.