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MPAA: «Faremo come la RIAA»

La MPAA ha intenzione di seguire (in parte) le orme della RIAA: 200 denunce per scambio di file illegali tramite P2P potrebbero arrivare entro pochi giorni, ma la MPAA dispone parallelamente una strategia 'della carota' che punta ad educare gli utenti.

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La MPAA (Motion Picture Association of America) ha nelle ultime ore annunciato l’intezione di perseguire legalmente chi mette a disposizione delle reti P2P file protetti dalle leggi sul diritto d’autore. L’iniziativa, annunciata dal neo-presidente dell’associazione Dan Glickman (da breve subentrato al noto Jack Valenti), punta a seguire la strada che la RIAA percorre ormai da tempo e che ha lasciato dietro di sé migliaia di denunce in parte chiuse con condanne o patteggiamenti.

L’MPAA, il corrispettivo RIAA nel mondo della cinematografia, prepara dunque la propria battaglia con l’intenzione di diminuire il fenomeno dello scambio illegale di film tramite vari canali di file-sharing. Per fare ciò Dan Glickman ha già annunciato da tempo l’intenzione di usare un «approccio olistico» alla vicenda. Glickman ha infatti intenzione di avviare una strategia che egli stesso pone a battesimo usando la metafora del bastone e della carota: l’educazione dell’utente e l’uso di deterrenti legislativi sono i due aspetti da portare avanti in contemporanea, e nessuno dei due isolatamente è in grado di portare al conseguimento dei risultati ambiti.

Come successo nel caso della RIAA, le denunce saranno presumibilmente sporte contro anonimi “John Doe” a causa dell’impossibilità di reperire i nominativi degli utenti prima che una sentenza non ne abbia sancita la colpevolezza. Entro pochi giorni l’iniziativa prenderà piede e l’eco della vicenda potrebbe riverberarsi pesantemente sul mondo del P2P: voci di corridoio indicano nel numero di 200 unità la probabile dimensione della prima offensiva legale firmata MPAA.