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Peer Impact: un po’ P2P e un po’ music store

Per riassumere con buona approsimazione il funzionamento del nuovo Peer Impact è sufficiente pensare ad un music store basato su tecnologia P2P: ogni download costerà 99 centesimi ed il ricavato sarà girato ai detentori dei diritti d'autore.

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Si chiama Peer Impact ed ambisce a rappresentare la risposta ai contrasti in auge da tempo nel rapporto tra le major della musica mondiale ed il mondo del P2P. Il servizio si inserisce a metà tra i normali music store e le tradizionali reti P2P, sfruttando le peculiarità dell’uno e dell’altro per offrire un prodotto completamente legale.

Peer Impact è una produzione Wurld Media (con sede a Saratoga Springs, NY) e può vantare fin dai suoi natali l’approvazione e la collaborazione di 3 grandi nomi dell’editoria musicale: SONY BMG Music Entertainment, Universal Music Group e Warner Music Group. Il lancio del servizio è previsto ad inizio 2005, per i soli Stati Uniti e per i soli beta tester volontari.

Il comunicato ufficiale di presentazione del servizio chiarisce gli intenti della produzione: «Il modello proprietario di Peer Impact è progettato per fornire musica in modo chiaro e legale rappresentando un’alternativa per i consumatori all’acquisto o allo scambio di musica e video […]. Allo stesso tempo il servizio assicura agli artisti ed ai detentori dei diritti un compenso per ogni singolo file scambiato sulla rete. Peer Impact è una rivoluzionaria piattaforma che sfrutta la tecnologia peer-to-peer per creare una infrastruttura “low cost” per la distribuzione legale dei contenuti».

Ogni canzone costerà 99 centesimi, pari pari il prezzo usato da Apple per il suo iTunes. La rete (che negli intenti della Wurld Media deve sfruttare l’appeal del senso comunitario del servizio) distribuirà solo file legali o contenuti di pubblico dominio, e per quanto concerne i file musicali viene chiarito come saranno contemplati dall’offerta anche i file nel formato proprietario .wma.