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Su iTunes pronta la scure dell’Europa

Se Spagna e Belgio possono acquistare sullo stesso music store, perchè Inghilterra e Germania non lo possono fare? Con questa domanda l'associazione per la difesa dei consumatori inglese ha posto il problema innanzi alla Commissione Europea

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Quella che inizialmente era sembrata una semplice domanda conoscitiva si trasforma ora in vera e propria indagine su larga scala: Apple potrebbe infatti entrare presto nel mirino dell’Unione Europea ed il suo prezzario potrebbe passare al vaglio della Commissione per valutare eventuali infrazioni in merito.

Tutto nasce da un semplice dato: acquistare brani sul music store iTunes in Inghilterra costa di più rispetto al resto dell’Europa. In generale, dunque, non verrebbe offerto un trattamento paritario per tutti i membri del’Unione (come da normativa UE). L’ufficio per il “Fair Trading” (OFT, ente di controllo a cui era stata rivolto l’appello) ha ora risposto alle richieste avanzate in Settembre dalla Consumer’s Association (oggi denominata Which?): la sede giusta per affrontare questa problematica è la Commissione Europea. Il problema viene dunque girato ad altra, e più autorevole, sede.

Queste le cifre della discordia normalizzate sui pence inglesi:

  • USA: 51 pence (0.99 $ statunitensi)
  • Canada: 41 pence (0,99 $ canadesi)
  • UK: 79 pence (1,2 €)
  • UE: 68 pence (0,99 €)

L’Inghilterra deve dunque subire un sovrapprezzo pari a ben il 20%, extra che Apple addebita alla difformità di trattamento che l’azienda a sua volta subisce nei diversi paesi. Tale diversità si è concretizzata anche oltreoceano, dove la recente apertura dello store Apple in Canada ha visto l’attribuzione di prezzi ridotti di circa il 16% rispetto al mercato statunitense.

Apple ha risposto alle accuse indicando come ogni artista ha accordi diversi nei vari paesi e le singole realtà impongono trattamento diversificato. Ancora una volta, inoltre, l’azienda di Cupertino sottolinea come anche il mercato dei CD abbia tali discordanze senza che nessuno ne abbia finora rilevato alcuna irregolarità.

Va inoltre aggiunto come per Apple arrivino ulteriori problemi: già in Novembre Which? aveva avanzato dubbi circa la regolarità delle limitazioni che il music store imponeva ai propri acquirenti in termini di licenza d’uso dei prodotti acquistati; nelle ultime ore è emerso inoltre un problema relativo alla vendita di un brano destinato ad una raccolta per un fondo destinato ai problemi dell’Africa (la concorrenza ha immediatamente accusato Apple di non pensare alla raccolta benefica e di pensare piuttosto alla propria posizione di mercato).