QR code per la pagina originale

L’ICANN aumenta il costo dei domini

Dal 2005 la registrazione dei .net sarà più cara di 75 centesimi. L'innalzamento è previsto prossimamente anche per tutti gli altri domini ed eventuali ulteriori aumenti non sono da escludere. Il tutto dovrà risolvere i problemi di bilancio dell'ICANN

,

L’ICANN ha deciso di porre una pezza al proprio bilancio operando sui prezzi della gestione dei domini. Partendo con il .net e prevedendo un intervento similare su ogni altro Top Level Domain, l’ICANN richiederà in futuro 75 centesimi in più che andranno a fluire interamente nelle sempre più esigenti casse dell’organizzazione.

L’aumento del costo di registrazione dei domini è stato richiesto formalmente dall’ICANN sotto forma di un innalzamento della richiesta formulata a VeriSign (attuale gestore dei .net, protagonista del caso Site Finder) e agli altri contendenti che parteciperanno all’appalto per il rinnovo del contratto di gestione. Tale costo aggiuntivo verrà quindi girato automaticamente all’utenza da parte del gruppo che si aggiudicherà la gara. Gli aumenti dovrebbero divenire esecutivi già nel 2005.

L’innalzamento non è però ovviamente accolto con troppi favori e l’aumento del costo è giudicato come una vera e propria tassa transnazionale. L’arbitrarietà della decisione è altresì sentita da più parti come un abuso di potere da parte di un gruppo che intende finanziare con un atto di tracotanza opinabili meeting «in hotel a cinque stelle». Le critiche giungono soprattutto dagli Stati Uniti, ove viene criticata l’esosa gestione di un gruppo che conta dipendenti, amministratori e attività soprattutto in Europa.

Non sono nuovi i dubbi che riguardano la crescita esponenziale del budget del gruppo: nel 2005 le cifre preventivate saranno attorno ai 15.8 milioni di dollari, il che significa un ammontare triplicato rispetto a solo 5 anni prima e raddoppiato rispetto all’anno fiscale terminato con il 2004. L’approvazione del budget è stata votata dal 68% dei 359 registrar aventi diritto al voto, ma i più hanno motivato il proprio consenso come un necessario «compromesso» accordato all’organizzazione.

Per gli anni a venire sono da prevedere nuovi introiti in seguito all’approvazione dei nuovi domini (la macchina burocratica si è già mossa per 4 nuovi TLD, ed altri sono già pronti in una lista d’attesa per la quale sembra sia solo questione di tempo).