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Google allunga le mani sulle ‘dark fiber’?

L'offerta di un posto di lavoro presso la sede di Google a Moutain View scatena immediatamente voci tanto suggestive quanto non confermate dai vertici dell'azienda: Google avrebbe messo gli occhi su svariati km di fibra ottica non attivi (dark fiber)

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Un’ipotesi priva di conferme ma solidamente ancorata ad un annuncio che compare sul sito ufficiale, apre alla possibilità che il colosso Google possa avventurarsi in un nuovo settore formalmente estraneo a tutte le attività operate al momento dal motore di ricerca.

L’annuncio compare sulle pagine Google dedicate alla ricerca di nuovo personale e fa riferimento ad un posto per «Strategic Negotiator» con esperienza nell’«identificazione, selezione e negoziazione di “dark fiber” sia in area metropolitana che su lunghe distanze». Va precisato come le “dark fiber” altro non siano se non linee di fibra ottica non attive. Tali linee vengono solitamente sfruttate pagandone il semplice uso, mentre una vera e propria acquisizione comporterebbe un impegno (sia economico che lavorativo) di grande entità.

Il testo dell’annuncio lascia presupporre l’intenzione di costituire una sorta di network e di voler estendere tale iniziativa ad aree quali nord America, America latina, Asia ed Europa. Tale prospettiva, se confermata, configurerebbe importanti conseguenze. Innanzitutto sarebbe presumibile un utilizzo del network per offrire connettività, VoIP, servizi telefonici, il tutto aprendo alle sinergie che tali canali potrebbero offrire nell’interazione con le attuali capacità del motore. Tale suggestiva ipotesi troverebbe conferme positive sia nel fatto che sarebbero pesantemente investite le entrate provenienti dall’accesso al mercato azionario, sia nella differenziazione degli introiti del gruppo.

Puntualmente Google ha preferito soprassedere alle richieste di chiarimenti circa il posto di lavoro offerto per coprire, tra gli altri, l’impegno circa le “dark fiber”. Migliaia di kilometri di fibra (solo negli USA) sono a disposizione. Rimane da capire cosa i vertici di Mountain View intendano realmente fare e se le suggestive ipotesi avanzate possano concretizzarsi in una nuova, ennesima, rivoluzione griffata Google.