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DRM: bilanci e previsioni

Il sito DRMWatch traccia un bilancio sull'uso e sull'adozione delle tecnologie di protezione dei media digitali per l'anno appena trascorso. E getta un sguardo sul futuro che ci aspetta.

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Nolenti o volenti, con le tecnologie di DRM (Digital Rights Management)
dovremo imparare a convivere. Se lo faremo da consumatori attenti e attivi, pirati
o supini ricettori dei desiderata dell’industria dei media, lo vedremo. I fatti,
intanto, ci riportano ad uno scenario in cui le tecnologie di protezione si estendono
ormai a tutti gli ambiti di consumo, dalla musica alla TV. Nei giorni scorsi,
l’editor dell’autorevole sito DRMWatch, Bill Rosenblat, ha tracciato un bilancio
dell’anno appena trascorso, provando anche a fare qualche previsione per il 2005.

Nell’ambito delle tecnologie DRM applicate ai servizi online, è stata
ancora una volta la musica a farla da padrona, sia in termini di sperimentazioni,
sia per il tasso di polemiche sollevate. Il 2004 ha innanzitutto segnato il consolidamento
dei servizi di download
tradizionali, con Apple a fare ancora da battistrada
sulla concorrenza. Il successo confermato della piattaforma iPod/iTunes ha fatto
sì che il modello di distribuzione non venisse messo in discussione a Cupertino:
niente aperture, niente concessione in licenza della tecnologia FairPlay.
Real Networks ha provato a scardinare la porta brutalmente con Harmony,
il software che consente di riprodurre sull’iPod i bani acquistati sul RealPlayer
Music Store. Una vicenda che per i nomi coinvolti e per i toni aspri, ha comunque
avuto un merito: sollevare la questione dell’interoperibilità tra i formati
protetti.

Microsoft e Sony hanno ugualmente compiuto il grande passo nel
business della musica digitale, ciascuna con il proprio approccio e il proprio
formato. Il caso Sony, con l’esordio di un ennesimo formato proprietario (ATRAC)
e di una serie di lettori non compatibili con l’ormai ubiquo formato MP3, segnano,
secondo Rosenblat, una vera debacle per l’azienda che con il walkman ha
creato il concetto stesso di musica portatile e che ha invece mostrato una clamorosa
miopia nell’ambito della musica digitale.

Per l’anno appena iniziato, Rosenblat e gli analisti di Jupiter, prevedono
invece la crescita del modello basato sull’abbonamento (se ne parlava in
questo Focus
del 23 dicembre
). Qui, in pole position c’è Real, che con Rhapsody
ha mostrato di essere nettamente avanti ai concorrenti. Il modello a sottoscrizione
(qualcuno lo chiama già Pay per Play) potrebbe rappresentare anche
un successo per Microsoft e della sua tecnologia di DRM PlayForSure.

Il terzo trend da segnalare è quello della convergenza tra tecnologie
DRM e P2P
, un matrimonio su cui davvero pochi avrebbero scommesso, vedendo
i due mondi come perfettamente antitetici. L’uomo a cui tutti guardano, in questo
caso, è una vecchia conoscenza: Shawn Fanning. L’inventore di Napster
ha lanciato Snocap, una startup che ha già stretto accordi con alcune major
musicali per la sperimentazione di servizi commerciali basati su un sistema di
protezione davvero innovativo (si veda il Focus del 23 novembre scorso).

Per la protezione dei supporti, invece, il 2004 è stato l’anno dei fallimenti.
Le due soluzioni DRM per CD musicali di SunnCom e Sony sono state entrambe aggirate
in breve tempo con sistemi quasi ridicoli. Spendere milioni di dollari per un
marchingegno aggirabile premendo il tasto Shift è davvero una debacle.
La novità ‘attesa’ in questo ambito potrebbe venire dalla solita Microsoft,
che sta studiando con alcune major la creazione di un sistema di protezione da
integrare nel suo prossimo operativo, quel Longhorn che vedrà la luce presumibilmente
nel 2006.

Ecco i link alle analisi complete:

DRM Technologies

DRM Standards

Online Content Services

Legal Issues