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E’ lucavullo.it il milionesimo dominio ‘.it’ registrato

Da giorni cresceva la curiosità circa l'identità di colui il quale avrebbe registrato il milionesimo dominio '.it'. Oggi il NIC svela l'arcano identificando in Luca Vullo, 25enne siciliano, il fortunato proprietario di lucavullo.it.

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Si chiama Luca Filippo Vullo, è siciliano, ed è suo il milionesimo ‘.it’ registrato in 18 anni di storia del dominio. Da giorni era risaputo il fatto che il NIC aveva ormai soffiato sul milione di candeline, ma è di oggi la valutazione secondo cui è proprio lucavullo.it il sito che delinea l’importante confine. L’eco risultante dalla buona sorte va condiviso inoltre con Aruba, servizio tramite il quale Luca Vullo ha registrato il simbolico dominio.

Così il NIC battezza il tutto con un proprio comunicato ufficiale: «un milione di “.it”. A diciotto anni dalla nascita del primo dominio Internet italiano (cnr.it, operativo dal 19 dicembre del 1987), la rete del Belpaese ha superato stamani la fatidica soglia […], assestandosi al quarto posto tra i paesi europei a maggiore densità di domini.». Poi la curiosità riferita al dominio numero 1.000.000: «il milionesimo nome attivato dal Registro del ccTLD “.it – l’organismo dell’Istituto di Informatica e Telematica del Cnr di Pisa che assegna i domini Internet a targa “.it”– è “lucavullo.it”, indicativo richiesto dall’omonimo navigatore Luca Vullo, 25enne siciliano di Caltanisetta, studente del Dams di Bologna e aspirante regista cinematografico […] La prima casa virtuale a sei zeri della rete italiana apparterrà dunque a un privato cittadino e non a una azienda (nonostante le imprese rappresentino la fetta più grossa del mercato dei domini)».

Il NIC stila infine una classifica dei principali domini utilizzati in Europa. In testa c’è un incontrastato “.de” tedesco con 8.2 milioni di registrazioni. Segue il “.uk” (Inghilterra, 3.7 milioni), il “.nl” (Olanda, 1.3 milioni) ed in quarta posizione (penalizzato in questa particolare classifica da alcuni vincoli dovuti ad un regolamento maggiormente restrittivo rispetto alla “concorrenza”) il nostro “.it”.