Carputer: un computer in auto

L’arrivo del Mac Mini ha gettato nuova luce su un mercato in piena evoluzione: quello dell’in-car computing. Apple ha infatti offerto un prodotto in grado di diventare lettore multimediale, navigatore satellitare o semplice cuore della vita informatica a

Dal Walkman alla telefonia, è palese come il ‘mobile’ costituisca la direzione verso cui lo sviluppo della tecnologia stia ormai da tempo trovando sfogo. Attualmente il settore maggiormente assorbito da questa tendenza è quello dell’informatica: iPod ha fatto da apripiste e ora Apple ci prova con il suo Mac Mini.

La casa di Cupertino sembra infatti voler suggerire un nuovo importante ambito evolutivo: il computer in-car. Anzi, come già lo si è ribattezzato maccheronicamente anche in Italia: il “carputer“. Il nuovo Mac Mini sembra infatti fatto apposta: dimensioni ridotte, assenza di periferiche specifiche, costo contenuto, la novità Apple sembra voler costituire il “cuore” di un prodotto personalizzabile dall’utente secondo le proprie necessità, i propri usi, le proprie abitudini.

Che il computer stia diventando con sempre maggior ufficialità un optional importante per il settore automobilistico è facilmente rilevabile dalla semplice attualità. Emblematico ad esempio il caso del gruppo FIAT: tempo fa la casa di Torino ha stretto accordi con Microsoft per sviluppare un sistema in-car (per il quale ancora non sono state rilasciate anticipazioni di un certo spessore), mentre negli ultimi giorni è stato ufficializzato un accordo con Apple grazie al quale l’iPod potrà divenire un supporto facilmente controllabile tramite la propria autoradio sia su Ferrari che su Alfa Romeo. Prima di Apple già BMW, Mercedes e Volvo avevano intrapreso la stessa scelta.

A cosa serve un computer in macchina? Le potenzialità sono enormi. Innanzitutto il dispositivo potrebbe costituire una importante piattaforma su cui depositare i propri mp3: un semplice software potrebbe gestire l’intero archivio (aggiornabile tramite una semplice chiavetta usb) ed in auto potrebbero essere ascoltati migliaia di brani senza utilizzare alcun supporto consumabile (cd, dvd).

Un’altra importante applicazione è la navigazione satellitare: un semplice rilevatore GPS trasformerebbe il “carputer” in un navigatore aggiornato, personalizzato ed il cui costo risulterebbe notevolmente ridotto da una piattaforma hardware utile ad una molteplicità di scopi. Impossibile non sottolineare come l’evoluzione del settore abbia già portato all’interfacciamento del dispositivo per la lettura real-time di particolari valori dell’impianto della vettura (un semplice cavetto risolve il problema) o alla possibilità di incastonare una webcam nel paraurti per meglio gestire i parcheggi in retro. Si possono aggiungere inoltre agenda, comandi vocali, archivio fotografico, lettore dvd e sintonizzatore tv.

Un trasformatore permetterebbe l’alimentazione direttamente dalla batteria dell’auto, mentre un monitor lcd da 5, 7 o 10 pollici visualizzerebbe l’interfaccia sul cruscotto. L’interazione con lo strumento potrebbe inoltre essere portata avanti grazie ad un monitor touch screen, oppure con dispositivi bluetooth (lo stesso telefonino), oppure ancora con un vero e proprio telecomando. Ad oggi sono già in produzione computer miniaturizzati utili allo scopo (importanti le soluzioni motherboard Via Epia), ma è il possibile interessamento di Apple al settore che potrebbe far scattare la scintilla giusta.

Se la direzione sembra tracciata, rimane da capire quali siano gli obiettivi raggiunti e quali siano semplici tappe di un percorso evolutivo. Rimane soprattutto da capire se la soluzione finale sarà quella di un vero e proprio sistema informatico di bordo dotato di memorie e periferiche ed in grado di coprire con versatilità tutte le esigenze che possono presentarsi su un’automobile, oppure se lo sviluppo predominante sarà quello di una memoria portatile in grado di essere interrogata da un semplice dispositivo di bordo che funge solo da output. La soluzione potrebbe essere intermedia, con l’auto che diviene “media center” e la memoria portatile che va a identificare il cordone ombelicale tra l’intrattenimento “home” e quello “in-car”. Ipotesi, teorie, supposizioni. Ma la realtà non sarà comunque troppo difforme da quanto oggi ipotizzato.

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