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Il rapido sviluppo: la Chiesa benedice Internet

Con la lettera apostolica 'Il rapido sviluppo', Giovanni Paolo II ha gettato una nuova luce sui rapporti tra la Chiesa ed il mondo dell'informazione. Grande importanza viene data ai nuovi media e grande rilevanza viene riservata soprattutto a Internet

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La lettera apostolica “Il rapido sviluppo“, firmata da Papa Giovanni Paolo II e indirizzata a tutti i responsabili della comunicazione getta una nuova luce sui rapporti tra la Chiesa e Internet, tra il mondo della cristianità ed il web. Il testo riprende innanzitutto le parole che nel suo “Inter mirifica” del 1963 già Paolo VI aveva lanciato ai fedeli: «Tra le meravigliose invenzioni tecniche che, soprattutto ai nostri giorni, l’ingegno umano, con l’aiuto di Dio, ha tratto dal creato, la Madre Chiesa accoglie e segue con speciale cura quelle che più direttamente riguardano lo spirito dell’uomo e che hanno aperto nuove vie per comunicare, con massima facilità, notizie, idee e insegnamenti d’ogni genere».

Dopo oltre quarant’anni Giovanni Paolo II torna sull’argomento confermando la linea della Chiesa, aggiornando i contenuti sulla base della vorticosa evoluzione tecnica avutasi negli anni e sgombrando di ogni dubbio l’interpretazione che la religione propone per i nuovi media. Egli benedice il web e tutto il mondo dell’informazione per le grandi opportunità che offre all’uomo, ma nel contempo richiede la massima attenzione al fine di un uso della comunicazione all’insegna di un percorso etico e di una finalità morale.

Ecco alcuni dei passaggi fondamentali de “Il rapido sviluppo”:

«Nei mezzi della comunicazione la Chiesa trova un sostegno prezioso per diffondere il Vangelo e i valori religiosi […] Essa li impiega volentieri per fornire informazioni su se stessa e dilatare i confini dell’evangelizzazione, della catechesi e della formazione e ne considera l’utilizzo come una risposta al comando del Signore: “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura”»

«Con prudenza e saggezza pastorale vanno incoraggiati nella comunità ecclesiale coloro che hanno particolari doti per operare nel mondo dei media, perché diventino professionisti capaci di dialogare con il vasto mondo mass-mediale&arquo;

«Il fenomeno attuale delle comunicazioni sociali spinge la Chiesa ad una sorta di revisione pastorale e culturale così da essere in grado di affrontare in modo adeguato il passaggio epocale che stiamo vivendo. Di questa esigenza devono farsi interpreti anzitutto i Pastori: è infatti importante adoperarsi perché l’annuncio del Vangelo avvenga in modo incisivo, che ne stimoli l’ascolto e ne favorisca l’accoglimento»

«Le nuove tecnologie, in particolare, creano ulteriori opportunità per una comunicazione intesa come servizio al governo pastorale e all’organizzazione dei molteplici compiti della comunità cristiana. Si pensi, ad esempio, a come internet […] abitui le persone ad una comunicazione interattiva»

«Mentre i contenuti vanno naturalmente adattati alle necessità dei differenti gruppi, il loro scopo dovrebbe sempre essere quello di rendere le persone consapevoli della dimensione etica e morale dell’informazione. Allo stesso modo, è importante garantire formazione ed attenzione pastorale ai professionisti della comunicazione»

«I mezzi di comunicazione sociale hanno raggiunto una tale importanza da essere per molti il principale strumento di guida e di ispirazione per i comportamenti individuali, familiari, sociali. Si tratta di un problema complesso, poiché tale cultura, prima ancora che dai contenuti, nasce dal fatto stesso che esistono nuovi modi di comunicare con tecniche e linguaggi inediti»

«Il positivo sviluppo dei media a servizio del bene comune è una responsabilità di tutti e di ciascuno. Per i forti legami che i media hanno con l’economia, la politica e la cultura, è necessario un sistema di gestione che sia in grado di salvaguardare la centralità e la dignità della persona, il primato della famiglia, cellula fondamentale della società, ed il corretto rapporto tra i diversi soggetti»

«Agli operatori della comunicazione, e specialmente ai credenti che operano in questo importante ambito della società, applico l’invito che fin dall’inizio del mio ministero di Pastore della Chiesa universale ho voluto lanciare al mondo intero: “Non abbiate paura!”. Non abbiate paura delle nuove tecnologie! Esse sono “tra le cose meravigliose” – “inter mirifica” – che Dio ci ha messo a disposizione per scoprire, usare, far conoscere la verità, anche la verità sulla nostra dignità […]».

Tra i primi commenti giunti a seguito della lettera apostolica del Papa va segnalato quello del ministro per l’Innovazione e le Tecnologie Lucio Stanca, rilasciato tramite un comunicato ufficiale sul sito del proprio ministero: «Le parole del Pontefice dimostrano la sua sensibilità e apprensione verso gli strumenti più innovativi della vita moderna […] il definire internet una risorsa importante è certamente una affermazione di notevole rilievo, soprattutto venendo da quella cattedra, pur consapevoli di una grande attenzione che è necessario riporre nell’utilizzo di queste risorse innovative»