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BitTorrent 4.0 si rifugia nell’Open Source

Bram Cohen, l'ideatore del sistema BitTorrent, ha appena rilasciato la versione 4.0 del proprio client di condivisione file. La novità maggiore è la licenza open source con cui il prodotto è distribuito, il che mette al riparo il sistema dalla MPAA

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BitTorrent è stato rilasciato nella nuova versione 4.0, ma oltre a tutte le migliorìe apportate e tutte le modifiche segnalate nel client di condivisione, la novità che maggiormente emerge con maggior rilevanza è la licenza open source con cui è stato rilasciato il tutto. La nuova licenza non è casuale: dopo le recenti pressioni MPAA sull’ingegnoso sistema firmato Bram Cohen, l’autore ha messo al riparo il tutto offrendo il codice in modalità open. Sarà più difficile, ora, accusare la tecnologia BitTorrent perchè potenzialmente andrebbe indagato «chiunque».

Il sistema BitTorrent è nato nel 2001 e nel 2004 era giunto alla versione 3.4.2; tra il Dicembre 2004 ed il Gennaio 2005 fu divulgata la versione 3.9 beta, oggi è disponibile con un download da 3.5 Mb la versione 4.0. Tra le novità principali si segnalano:

  • Nuova interfaccia utente
  • Maggiori possibilità di azione sulle opzioni del client
  • Disponibilità di maggiori dati statistici
  • «Le migliori performance, come sempre»

Oltre agli usi additati dall’MPAA, BitTorrent è oggi usato come ottimo ripiego per il download di file senza il dispendio eccessivo di banda (il tradizionale download è spesso pesantemente oneroso per chi mette a disposizione il file unico). Fred von Lohmann, responsabile dello staff legale dell’Electronic Frontier Foundation (EEF), vede nella nuova licenza il perfetto salvagente per lo status legale della tecnologia BitTorrent e del suo creatore Bram Cohen. L’MPAA da parte sua al momento nicchia, rilasciando dichiarazioni di compromesso e additando l’uso della tecnologia (e le eventuali omissioni dei suoi ideatori) piuttosto che la tecnologia in sé.

Per la sua idea Bram Cohen ha vinto nel 2004 il premio Wired Rave Awards nella categoria software, dove BitTorrent ha superato addirittura iTunes nell’anno stesso dell’espolsione del music store Apple.