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Approvata la Urbani: non c’è depenalizzazione

Non risulta essere stato depenalizzato il reato di 'file-sharing': mentre il semplice download implica una sanzione amministrativa, la condivisione di file implica una sanzione penale. Il che significa rischio carcere per l'uso di software P2P

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«Attesto che il Senato della Repubblica, il 23 marzo 2005, ha approvato il seguente disegno di legge, d’iniziativa del Governo, già approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati […]»: la Camera ha approvato le modifiche al famigerato DDL 3276-B e così, dopo tanto discutere, la cosiddetta Legge Urbani fa parte della legislazione italiana. Questi i punti peculiari della legge approvata:

  • Reato penale
    La legge prevede sanzioni amministrative per chi scarica file protetti da copyright e sanzioni penali per chi condivide gli stessi file. La logica conseguenza di tale disposizione è un forzato status di illegalità di strumenti P2P quali ad esempio BitTorrent, la cui stessa natura impone che ogni porzione di file scaricata sia automaticamente condivisa.
  • Oblazione
    Per evitare la sanzione penale sarà possibile pagare una “multa”, ma il reato rimane tale ed il certificato penale rimane macchiato. Ai fatti, dunque, non risulta essere stata attuata alcuna depenalizzazione e l’eventuale contestazione del reato mette l’utente in grave pericolo giuridico.

All’atto della firma del recente P@tto di Sanremo l’ADICONSUM aveva posto la condizione della depenalizzazione del reato, condizione che già in precedenza aveva spinto AltroConsumo al di fuori del gruppo dei firmatari: ora le due associazioni dei consumatori si trovano così in una posizione virtualmente paritaria, ed il gruppo degli oppositori è destinato a crescere nelle prossime ore. Nei giorni precedenti all’approvazione AltroConsumo ha anche inviato una lettera aperta ai senatori impegnati nel voto del dispositivo di legge nel tentativo di compiere un’ultimo appello per bloccare la votazione: tentativo inutile, legge approvata. Si attendono ora i primi commenti dalle parti chiamate in causa per valutare l’esatto impatto che la nuova normativa avrà sul settore.