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Rivoluzione AdSense: banner e pay-per-impression

Google rivoluziona il proprio sistema AdSense promettendo maggiori introiti per i publisher, introducendo ufficialmente la promozione non-testuale (banner) ed inaugurando il pay-per-impression su un network finora edificato sul pay-per-click

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Le modifiche comunicate da Google in seno al proprio programma AdSense configurano una autentica rivoluzione del modo di far pubblicità online tramite il network incentrato sul motore di ricerca. Queste le novità di maggior rilievo:

  • Offerta CPM
    Il CPM è la cifra che l’inserzionista intende pagare per 1000 impression: il guadagno per chi mette a disposizione lo spazio promozionale è dunque proporzionale alle impression accumulate e non ai click (unità di misura del guadagno con il tradizionale pay-per-click usato finora); i sistemi pay-per-impression e pay-per-click conviveranno alla ricerca di una ottimizzazione automatica (gestita da Google) della resa delle promozioni;
  • Banner – Annunci illustrati
    Il banner entra prepotentemente tra le opzioni offerte ad inserzionisti e publisher: 5 i formati validi (Leader board 728×90, Banner 468×60, Skyscraper 120×600, Rettangolo medio 300×250, Skyscraper largo 160×600), 50kb il peso massimo; la visualizzazione dei banner è opzionale ed è facoltà del publisher usare le impostazioni del proprio account per aprire il proprio sito a tale possibilità.
  • «Aumento dei guadagni attraverso nuove forme di pubblicità»
    Alcune nuove forme di promozione online sono in fase di test e saranno presto disponibili; la promessa è quella di un aumento del guadagno possibile;

Google apre inoltre ad altre fondamentali novità. Ad esempio ha i connotati di un vero e proprio cambiamento di direzione il fatto che alcune pubblicità non saranno gestite da Google in sé, ma saranno gli inserzionisti stessi a scegliere i siti su cui andare a concentrare le proprie impression (il sistema è denominato “Site targeting“). Tutte le novità introdotte, inoltre, sono relative esclusivamente alle promozioni sui siti affiliati: nulla cambia, per ora, in riferimento alle promozioni mostrate direttamente sul motore di ricerca.

Importante inoltre il principio secondo cui il miglior offerente si aggiudica lo spazio promozionale più ambito: tale simil-asta permette, secondo i vertici Google, una ottimizzazione delle ricerche (dovuta al fatto che va bilanciato il costo della propria promozione) e per contro un aumento dei guadagni per i siti interessati. Questa la spiegazione apportata: «Poiché gli annunci CPC con targeting per parole chiave e gli annunci CPM con targeting per sito concorrono reciprocamente per il diritto alla pubblicazione su un determinato sito, gli annunci che compaiono sul sito sono molto più probabilmente pertinenti per il pubblico. Inoltre, poiché gli inserzionisti sono tenuti a pagare un importo ogni volta che viene visualizzato un annuncio con targeting per sito, essi sono fortemente incentivati a pubblicare annunci di interesse per il pubblico di tale sito.»

Non tutte le novità sono già attive ed alcune funzionalità saranno contemplate dal servizio AdSense solo dopo la fine della fase preliminare di test. Già molti i commenti in rete, ancora una volta a metà tra l’entusiasmo (per i guadagni promessi, per le nuove opzioni disponibili) e lo sconcerto (AdSense si ergeva su paletti molto ferrei oggi in gran parte rivoluzionati). Il giudizio definitivo sarà quello del mercato, ove gli inserzionisti dovranno ora meglio progettare le proprie campagne e dove i publisher dovranno plasmare i propri spazi sulla base di nuovi sovvertiti paradigmi. E dove la concorrenza è attesa ad una risposta alla nuova provocazione Google.