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L’ultimatum della RIAA

La RIAA invia 7 lettere nelle quali intima a 7 diversi software house impegnate nella gestione di reti P2P di chiudere le attività. La minaccia RIAA è forte della vittoria legale con la quale l'associazione ha tarpato le ali a Kazaa prima e a Grokster poi

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L’ultimatum della RIAA lascia il sentore di un presagio: una nuova guerra a tutto campo sta per scatenarsi contro i software che permettono agli utenti di scambiare file dai contenuti illegali. Dalla Recording Industry Association of America arriva infatti un secco dictat ai gestori dei software incriminati: l’attività svolta è illegale e la RIAA invita quindi “con le buone” ad una sospensione di ogni attività illecita.

La RIAA ha dalla sua parte sia il knock-out inferto a Kazaa, sia la secca vittoria legale conseguita contro Grokster. Forte del riconoscimento ufficiale delle proprie mozioni, l’associazione che raggruppa le major della produzione musicale statunitense ha inviato ora 7 lettere a 7 diversi gruppi tra i quali si segnalano BearShare, Limewire e WinMX. La lettera sa di semplice avvisaglia: o chiudete con le buone, o vi faremo chiudere in altro modo.

Al momento non giungono commenti dalle parti coinvolte nella vicenda e neppure la RIAA ha inteso comunicare l’iniziativa tramite il proprio sito ufficiale (dove compare invece in grande evidenza la recente entrata a braccetto con l’MPAA nel progetto Internet2). Le intenzioni dell’associazione sembrano chiare e volte ad infliggere il colpo decisivo al mondo del P2P. Le denunce ai singoli utenti coinvolti nello scambio di file hanno superato ormai quota 10.000 unità, ma nonostante tutto il fenomeno P2P non sembra voler ancora perdere quota al ritmo desiderato dai magnate della produzione. Le 7 lettere inviate dalla RIAA sembrano ora confermare questa strisciante sensazione.