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Musica, sempre più digitale

La musica digitale è in continua crescita: +250% rispetto allo scorso anno. Per contro la musica su supporto fisico è in pericolosa caduta: secondo la RIAA è tutta colpa dei furti di musica rappresentati da copie pirata e P2P

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Nuovi dati provenienti dalla Recording Industry Association of America fotografano una tendenza contrastante nel mondo della distribuzione musicale: mentre la musica digitale è in continua e forte crescita, un calo importante viene registrato nel settore della musica su supporto fisico (CD, DVD, cassette). Quest’ultimo dato stride con la particolare annata 2004 nella quale la distribuzione tornò a crescere dopo anni di continuo trend discendente.

«Anche se continuiamo a trasformarci passando al mercato digitale, la comunità musicale soffre ancora enormemente dell’impatto di varie forme di furto musicale»: questa la traduzione italiana offerta da Reuters delle parole di Mitch Bainwol, presidente RIAA. Secondo Bainwol è dunque da addebitarsi alla pirateria il fatto che la musica tradizionale sia in calo ed il settore digitale non compensi interamente l’emorragia di denaro vissuta dal mercato. Non per nulla continuano le denunce contro gli utenti: una nuova azione contro campus universitari è stata comunicata dalla stessa RIAA proprio negli ultimi giorni.

Nel primo semestre dell’anno corrente la RIAA stima che siano stati circa 148,7 milioni i brani acquistati legalmente dal web, il tutto per un ammontare stimato di circa 198 milioni di dollari. Tali numeri identificano una crescita del 250% rispetto ai 58,6 milioni di brani venduti nello stesso periodo dell’anno precedente, quando il mercato era globalmente valutato attorno ai 73 milioni di dollari.

Per una stima che cresce c’è una stima che, invece, non sorride per nulla all’industria della produzione: «le consegne di CD e di altri prodotti sono calate del 5.8%, con un valore stimato di 4.78 miliardi di dollari dai 5.05 miliardi del 2005».