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AOL: operazione nostalgia in salsa P2P

Parte a gennaio In2TV, il servizio con cui il più importante ISP americano distribuirà via internet molte vecchie serie televisive della Warner.

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Da piccolo, tra il ’78 e il 79 mi pare, sono stato appassionato spettatore
di Alla conquista del west, la serie americana che celebrava l’epopea del
selvaggio west attraverso le avventure della famiglia Macahan. Per un motivo che
non ricordo, dopo aver visto tutte le puntate, riuscii nell’impresa di perdermi
l’ultima. Per anni questa cosa è tornata ciclicamente ad affacciarsi nella
mia mente: "Cosa succede nell’ultima puntata? Come va finire?". Il rimpianto
per quel buco clamoroso si accompagnava sempre più al desiderio
di poterlo in qualche modo colmare. Ho anche scritto alla RAI per sollecitare
la riproposizione o la distribuzione su videocassetta. Niente da fare. Speravo
in Amazon, ma How the west was won (questo il titolo originale della serie)
non è stato distribuito su altri supporti dalla MGM nemmeno negli Stati
Uniti.

Ciò detto, è facile capire quanto sia grato a La7 per aver ritrasmesso
(ogni domenica alle 14) Alla conquista del west. Il 27 novembre, a 25 anni
di distanza, potrò finalmente vedere quella maledetta ultima puntata. Certo,
sarebbe tutto più semplice se chi detiene i diritti di trasmissione mettesse
su un bel sistema di TV on-demand e mi consentisse, pretendendo il giusto compenso,
di rivederla quando e come desidero, ma accontentiamoci.

Ecco, credo che l’annuncio recente di AOL e Time Warner abbia più a
che fare con questo scenario che con quello da molti (giustamente) vituperato
di una internet ridotta a veicolare contenuti genericamente televisivi.
Con una mossa finalmente sinergica, le due società renderanno disponibili
attraverso AOL.com migliaia di puntate di vecchie serie televisive degli anni
’70 e ’80. Un’operazione nostalgia dirà qualcuno, ma con aspetti molto
interessanti sia dal punto di vista tecnologico sia per certi aspetti legati al
modello di business.

In2TV, questo il nome dell’iniziativa, sfrutterà un modello di trasmissione
già in via di sperimentazione presso la BBC. Identico è infatti
il partner tecnologico scelto dalle due aziende: Kontiki. Si tratta di un sistema
(AOL Hi-Q) che coniuga lo streaming dei contenuti con il P2P, garantendo una visualizzazione
a tutto schermo dei filmati con una qualità comparabile a quella dei DVD.
Una magia resa possibile da un apposito video-player che va a prelevare pezzi
del filmato dai PC di altri utenti del network P2P di AOL e che consente anche
il controllo e la protezione dei contenuti protetti da copyright. Una magia necessaria,
perché per questo tipo di servizi il modello client/server è semplicemente
improponibile. BitTorrent insegna.

Quanto costa all’utente? Niente. E qui sta la vera scommessa. L’asse portante
del modello di business scelto è la pubblicità, spot di 15 o 30
secondi infilati nei filmati. Non più di due minuti per una puntata di
trenta. Una scelta in controtendenza rispetto a…..

Commenti:

Annuncio AOL:

Warner Bros. is preparing to make available for download thousands of old television
shows, all free of charge and sponsored by advertising. The effort, dubbed In2TV,
will roll out on AOL.com early next year and utilize a new video format called
AOL Hi-Q that combines P2P distribution with Windows Media. Full-length episodes
of popular programs such as Welcome Back Kotter, Beetlejuice, Lois & Clark,
La Femme Nikita and Growing Pains will be offered through six content "channels."
15- and 30-second ad spots will be mixed into the video, but limited to 1-2 minutes
of advertising for every 30-minute show.

An AOL spokesperson explained the technology to BetaNews, saying, "To
make it faster to deliver a video to a user, AOL Hi-Q grabs bits of the specific
video content from other PCs on the network. AOL Hi-Q works in the background
to minimize any impact on the consumer’s use of their PC as bits of the video
are being grabbed."

Ars technica:

On the heels of announcing the its new In2TV service, AOL also proclaimed the
birth of a new streaming video format called AOL Hi-Q. AOL claims that the new
format delivers DVD-quality video capable of quality full-screen display, in a
streamed format. How might they be offering this? Joining up alongside the BBC,
AOL has decided to delve into the world of P2P content delivery.
Using one of the industry’s first commercial-grade, peer-to-peer grid distribution
networks, developed in partnership with Kontiki, AOL(r) Hi-Q(tm) can deliver DVD
quality videos directly to consumers more quickly and efficiently. The peer-to-peer
distribution network built by Kontiki features robust security to protect copyrighted
content through digital rights management (DRM) and a centrally managed, highly-scalable
delivery model that enables AOL to reliably deliver content to consumers. Through
the installation of a simple plug-in, a special AOL Hi-Q video player provides
a high resolution display with image quality designed for full-screen viewing
on PC monitors or televisions capable of showing a PC interface.

Indeed, for all of the angst over P2P in the press, it’s worth celebrating
the technology for its merits. Services such as these simply cannot be made feasible
in a traditional client/server model, and anyone who has used peer-assisted content
delivery (BitTorrent being the most famous) has surely had to pick their jaw up
off of the floor upon seeing their broadband connection do something truly fast.
Indeed, while we all pay for bandwidth with big marketing numbers connected, the
fact of the matter is that few of us truly tax a 6Mbps line.

…It’s the first real synergistic thing I’ve seen from the
AOL merger with Time Warner that goes to why I thought the merger might have been
a good idea way back when…but we needed high broadband penetration…it’s
been a LOOOONG five year wait…. The reruns are free! No insipid $0.99 per
view on demand charge like the announcements by CBS and NBC a few days ago.

What if newspapers, magazines and others who simply let their archives sit
and gather dust follow this model? How about some classic rock-and-roll radio
shows from the 1960s, so some of us who missed the experience could enjoy an ad-supported
nostalgia. I think archives can make a lot of money if packaged properly, as record
industry has shown.