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Da Biancaneve a Internet, ecco i Global boys

Il Presidente dell'Eurispes li ha chiamati Global boys: non si fanno più raccontare le fiabe, ma navigano in Internet; sanno abilmente usare le nuove tecnologie e sfruttano il web come piattaforma di gioco e di ricerca.

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Il rapporto dei bambini con i media è uno dei grandi interrogativi dei nuovi tempi. Le cifre che fotografano l’attuale stadio di sviluppo di tale rapporto sono state presentate da Eurispes e Telefono Azzurro all’interno del 6° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Gian Maria Fara, Presidente Eurispes li definisce “Global boys”, «giovani ad identità globale»: le cifre in qualche modo supportano le motivazioni che reggono una definizione simile.

Così il report riassume il rapporto dei più piccoli con il computer: «la stragrande maggioranza dei bambini (82,1%) utilizza il computer, ma sono più le femmine (83,3%) rispetto ai maschi (81,6%) ad usarlo. Nel 30,7% dei casi i bambini hanno imparato ad utilizzare il pc grazie all’aiuto dei propri genitori, mentre nel 30,4% l’apprendimento è avvenuto a scuola. Ben il 24,4%, un quarto del campione, si dichiara autodidatta.»

Interessante, in particolare, la parte dell’indagine che concerne il rapporto con la rete (soprattutto in considerazione del fatto che il primo dato emergente è il fatto che ben il 46,8% dei bambini intervistati dichiara di navigare sul web). La navigazione in questo contesto è soprattutto dedicata al gioco ed all’intrattenimento, ma non sono pochi i bambini che usano Internet anche in modo più funzionale: il 61% per cercare informazioni di proprio interesse, il 48.7% per attività di studio. Molto più bassa la percentuale di interazione (forum e blog), mentre emerge il fatto che circa l’11% degli intervistati fa accesso a contenuti “off-limits”.

Se «ben 1/4 dei bambini non hanno mai ascoltato favole raccontate dai loro genitori», oltre il 50% dei bambini fa ormai un uso quotidiano della rete: numeri importanti, di fronte ai quali Eurispes e Telefono Azzurro non esitano a lanciare l’allarme per i pericoli incombenti su un uso eccessivamente libero dello strumento telematico.