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Google, gli analisti smorzano gli entusiasmi

La settimana ha registrato il primo vero stop alla crescita delle azioni Google. Il gruppo rimane sempre e comunque iper-quotato e secondo gli analisti non sarebbe più il momento di acquistare. Google deve ora confermare le scommesse fatte sul titolo.

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Il pacchetto azionario di Google ha raffreddato gli animi di quanti intendevano continuare ad investire sul titolo: negli ultimi giorni, infatti, il titolo è sceso di vari punti percentuali, identificando così un trend di breve periodo ancora mai sperimentato da quando il motore di ricerca ha ottenuto la valutazione al Nasdaq. Partito da 85$ di valutazione, il titolo è giunto a 431.24 ad inizio settimana per poi cedere improvvisamente a 404.9 nella serata di ieri. Nelle contrattazioni after hour una piccola ripresa ha scongiurato eccessivi timori.

Gli analisti sono comunque ora molto più tiepidi nei confronti di Google: il titolo sembra essere infatti ipervalutato al cospetto degli introiti attesi (la proporzione valutazione-azionaria/introiti-futuri supera di gran lunga il coefficiente dei titoli più importanti della borsa statunitense: al momento si valuta un rapporto 47/17) e senza iniziative in grado di differenziare e consolidare l’azienda il titolo è costretto a rimanere ampiamente labile e soggetto a variazioni importanti.

In particolare gli analisti temono la possibilità di un riflusso di pubblicità negativa dovuta all’ampliamento delle attività del motore di ricerca (un caso evidente è la protesta degli editori contro l’iniziativa di digitalizzazione dei libri di testo). Reuters riporta a tal proposito una nota di Rich Fine, analista Merrill Lynch: «le azioni probabilmente risentiranno in maniera crescente di queste opinioni. Ciò aumenta il rischio. Non è un titolo per stomaci deboli».

Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati in borsa dal grande successo ottenuto da Google ed Apple, ma entrambi i gruppi hanno visto negli ultimi giorni un momento di rilassamento (anche dovuto a fattori macroeconomici di origine Fed) che ha riportato l’attenzione sulla reale fondatezza di tali exploit. Un punto di vista più ottimistico vede nel momento la semplice tendenza a concretizzare i guadagni ottenuti in vista di un periodo privo di eccessive certezze: nel lungo periodo, però, entrambi i titoli potrebbero confermare la propria crescita e Google potrebbe giungere ad una quotazione di 500$ ad azione.