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Sviluppo Italia promette 1800 km di fibra ottica

1800 km di dorsali in fibra ottica: è questa la promessa di Sviluppo Italia battezzata dal ministro Landolfi come la nuova opportunità di crescita della banda larga in Italia. La rete sarà poi a disposizione degli operatori in modo non discriminatorio

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Il ministro Landolfi vede roseo il panorama del broadband in Italia. A poche ore dalla sospensione della flat Telecom su richiesta di Assoprovider (ultimo rigurgito di una situazione ormai poco sostenibile) il ministro per le Comunicazioni ha voluto premiare la crescita della banda larga in Italia ricordando che il dato sia il migliore in Europa e le premesse siano dunque ottimali ad un futuro positivo per il settore (7 milioni di utenti a fine 2005, 4.5 milioni gli utenti registrati a fine 2004).

Le dichiarazioni di Landolfi giungono in occasione della presentazione di un nuovo piano di sviluppo avanzato da Sviluppo Italia e Infratel. In particolare il progetto prevede «la realizzazione di 1.800 chilometri di dorsali in fibra ottica che permetteranno di raggiungere con il servizio a larga banda le zone non raggiunte dagli operatori di tlc per motivi di ritorno economico sugli investimenti» (fonte Virgilio). Tali strutture verranno in seguito «messe a disposizione di tutti gli operatori in modo non discriminatorio». L’intervento è chiaramente orientato alla promessa della realizzazione di una rete parallela e complementare all’attuale infrastruttura Telecom, inadeguata a coprire omogeneamente il territorio con strutture adeguate ed origine dei problemi di digital divide emersi nel tempo.

I lavori sarebbero già iniziati: cantieri aperti in Puglia e nelle aree identificate dall'”Obiettivo 1″ (concentrate nel meridione). In previsione lavori anche in alcune aree del centro-nord sulle quali gravano paritetiche condizioni svantaggiose. La rete verrà realizzata non soltanto grazie alla fibra ottica, ma anche sfruttando tecnologie quali wi-fi e wi-max. Non meglio dettagliati accordi sarebbero già stati stipulati con aziende quali Telecom, Wind e Fastweb circa l’uso successivo delle infrastrutture oggi avviate.