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Scagionata la copia privata, condannato il DRM

In Francia una serie di sentenze stanno mettendo pressione sulla prossima legiferazione votata a delineare meglio il quadro giuridico per i contenuti digitali: utente Kazaa scagionato perchè non ha venduto i file scaricati, DRM punito perchè vincolante

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Una nuova sentenza porta nuova confusione nel polverone che vede la Francia coinvolta in un serrato dibattito circa l’opportunità o meno di fermare le tecnologie peer-to-peer. Andando in controtendenza rispetto al resto del mondo (la vicina Italia ha ad esempio seguito un indirizzo completamente opposto), la Francia si trova ora con il parlamento pronto a legiferare sull’argomento ed una sentenza risalente a Dicembre che scagiona un utente Kazaa per la propria attività di download.

“Antoine G.”, questo il nome dell’utente inizialmente incriminato, avrebbe scaricato 1875 file (brani musicali e DIVX) tramite Kazaa ma non avrebbe mai usato tali file per uso pubblico o finalità commerciali. In conseguenza di questi ultimi aspetti la difesa ha chiesto che Antoine fosse scagionato perchè la sua attività meramente indirizzata all’uso personale non va contro le normative in vigore. La tesi della difesa (Association of Audionautes) è stata accolta e la sentenza è ora disponibile online. L’accusa (Société Civile des Producteurs Phonographiques – SCPP) non si scompone e rinvia ogni commento alla sentenza di appello.

Con gli organismi istituzionali pronti a stabilire una volta per tutte la direzione legislativa da intraprendere, una ulteriore sentenza giunge a bocciare le tesi del Digital Right Management. La notizia, risalente a fine Gennaio, è riportata dalla stessa Association of Audionautes: il 10 Gennaio la Corte Distrettuale di Parigi avrebbe infatti respinto il DRM del CD “Testify” di Phil Collins condannando Warner Music France ad una multa e creando inoltre un importante precedente. L’accusa, infatti, intendeva imporre il principio secondo cui un prodotto musicale acquistato deve poter essere usufruito su qualunque strumentazione, mentre i limiti imposti al CD “Testify” erano inibiti all’uso su Macintosh. La linea è passata ed un incontro della Association of Audionautes con il primo ministro già è stato tentato per provare a raccogliere in Parlamento quanto seminato in tribunale. In parte il Parlamento avrebbe già recepito tale tendenza, ma un pronunciamento definitivo è ancora atteso.