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iTunes, +241% di visitatori sul music store Apple

In un solo anno iTunes ha visto gli utenti del proprio sito web aumentare di oltre il 240%, dato che secondo Nielsen//NetRatings significa che il modello Apple si è ormai imposto. Microsoft rimane il brand più importante sul web.

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Il successo di iTunes è ben fotografato dai numeri che Nielsen//NetRatings ha raccolto negli ultimi mesi: «il traffico sul sito di Apple iTunes e l’uso dell’applicazione ha toccato la vetta del +241% rispetto allo scorso anno, da 6.1 milioni di visitatori unici nel Dicembre 2004 a 20.7 milioni nel Dicembre 2005». Il tutto è stato reso noto tramite apposito comunicato, dal quale si evince inoltre come iTunes abbia ormai raggiunto il 14% dell’intera popolazione Internet.

John Gibs, direttore delle analisi Nielsen, spinge il proprio giudizio oltre i semplici numeri quantitativi: «la rapida crescita di iTunes è un importante fenomeno nel mercato dei media online […] i consumatori hanno chiaramente indicato che vogliono controllare la propria libreria musicale, una canzone alla volta». Bocciati, insomma, i servizi ad abbonamento in stile Napster.

Nielsen approfondisce l’analisi esplicitando i gusti dell’utenza iTunes: l’utente medio gradisce Cartoon Network, legge il Wired, apprezza la birra e preferisce le auto Volkswagen o Audi. Tale approfondimento non è, esplicitamente, fine a se stesso: secondo Nielsen è per Apple essenziale capire i gusti della propria utenza perchè saranno fondamentali nel momento in cui all’utente dovranno essere venduti nuovi prodotti (capire ad esempio i gusti televisivi è indispensabile alla buona riuscita dell’offerta video).

La crescita di iTunes è prorompente, ma la classifica dei siti web più visitati non vede il nome Apple nella top 10. Mentre Yahoo occupa la prima posizione con 103.000 visite uniche nel solo dicembre 2005, l’aggregazione dei siti in base al brand porta Microsoft al primo posto (Microsoft+MSN), Yahoo al secondo e Time Warner in terza piazza. Seguono Google (88.000 visitatori unici), eBay, InterActiveCorp, Amazon, News Corp., RealNetworks e New York Times Company.