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Tutti contro il monopolio Microsoft

Oracle, IBM, RealNetworks, Nokia, Sun, Oracle, Opera, Red Hat, Linspire: tutti i gruppi, coalizzati nell'ECIS (European Committee for Interoperable Systems), hanno intrapreso una iniziativa legale contro Microsoft presso la Commissione Europea

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Ancora non è ufficialmente chiusa la vicenda che vedeva Microsoft alle prese con l’antitrust europea che già una nuova denuncia pende sul capo dell’azienda di Bill Gates. L’accusa è sempre la solita: abuso di posizione dominante. L’accusatore, invece, cambia ma solo in parte. La denuncia giunge infatti dalla “European Committee for Interoperable Systems” (ECIS), gruppo che accomuna nomi quali Oracle, IBM, Nokia e Sun nonché il più famoso tra gli accusatori Microsoft: RealNetworks, il gruppo che sulla concorrenza sleale in ambito player ha portato il gruppo di Redmond fino alla maxi-multa ed alle versioni “N” di Windows XP.

Secondo quanto riportato da Reuters l’accusa intende dimostrare che la strategia Microsoft «mette a rischio l’attività delle altre imprese e la reale possibilità di scelta dei singoli utenti». Microsoft risponde alle accuse stigmatizzando la denuncia ed evidenziando il fatto che queste cause cercano di rallentare l’innovazione proposta dal gruppo (con esplicito riferimento a Office 2007 e Windows Vista). Da Redmond si rincara inoltre la dose vedendo nell’ECIS una roccaforte per gruppi come IBM che fanno delle iniziative legali una pratica di mercato a proprio vantaggio.

ECIS comprende inoltre altri gruppi ed il muraglione eretto contro Microsoft sembra a questo punto non avere precedenti storici. Tra gli altri nomi figurano infatti Opera (il cui browser è tra quelli che tentano di crescere all’ombra del gigante Internet Explorer), Red Hat (tra i maggiori nomi del gruppo open source) e Linspire (ovvero quel Lindows che proprio Microsoft, a colpi di sentenze, costrinse a cambiar nome).

Il gruppo ECIS è inizialmente nato per supportare l’attività investigativa della Commissione Europea contro il gruppo Microsoft. Ora che il caso sembra ormai volgere definitivamente a conclusione il gruppo passa al contrattacco e tenta di fermare l’impero di Gates puntando il dito contro il «crescente numero di settori&arquo; in cui Microsoft opera con fare anti-concorrenziale.

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