QR code per la pagina originale

Guarda la pubblicità e guadagna: truffa da 50mln

Si compra un pacchetto da 6 euro: si può vedere della pubblicità per autofinanziare la propria connessione e nel contempo è possibile rivendere il pacchetto. Lo schema piramidale è stato però fermato dalla SEC e 12dailypro ha bruciato 50 mln di dollari

,

I banner, la navigazione che si auto-finanzia ed uno schema piramidale: questo mix di ingredienti ha già mietuto vittime (in modo più o meno sottaciuto) in tutto il mondo, ma nel 2006 con questo cocktail è ancora possibile produrre dal nulla mercati che raggiungono i 50 milioni di dollari. E’ stato un intervento della SEC (U.S. Securities and Exchange Commission) a fermare le società implicate, a porre fine alla piramide ed a cancellare le illusioni di guadagno degli utenti che avevano aderito al programma.

Così Reuters ha riportato quanto successo: «Le autorità di mercato statunitensi hanno incriminato di frode la proprietaria del sito 12dailypro.com e due sue società per aver gestito un cosiddetto “schema Ponzi” da 50 milioni di dollari». Per schema Ponzi si intende più comunemente un sistema di Multi Level Marketing che, eretto su base piramidale, porta una moltitudine di persone a piccole perdite assommando più o meno piccoli danni diffusi a vantaggio di un unico vertice di guadagno. Secondo il sito 12dailypro.com il tutto trattasi, invece che di una truffa, di una «rivoluzione del marketing».

La 12dailypro ha radicato la propria attività specificatamente sul web. La proposta era quella di acquistare dei piccoli pacchetti (6 euro l’uno, per un massimo di 1000 pacchetti) da rivendere poi ad altri utenti coinvolti nella piramide: la promessa era quella di un 44% di guadagno sul capitale investito in soli 12 giorni di attività. Tali pacchetti permettono di prendere visione di pubblicità in grado di ripagare della spesa effettuata per i collegamenti online. All’apparenza l’introito proviene dagli inserzionisti, ma in verità il lucro derivante è basato proprio sui pacchetti venduti. Il sistema non può ovviamente reggere nel lungo periodo ed in questo caso la SEC è intervenuta prima che il tutto potesse arrecare ulteriore danno agli investitori caduti nella truffa (disponibile online, peraltro, un approfondimento proprio della SEC sul cosiddetto “auto-surfing”)

Sotto accusa la 33enne Charis Johnson, accusata dalla SEC di aver raccolto oltre 50 milioni di dollari da circa 300.000 investitori (per una media di oltre 150 dollari truffati per ogni singolo utente). La vicenda si è chiusa con il fallimento delle società implicate: «Johnson e le sue società 12daily Pro e LifeClicks LLC, hanno accettato di chiudere il contenzioso senza ammettere o negare la colpevolezza, e hanno anche accettato di non cercare nuovi investitori, congelare le risorse acquisite e che la corte nomini un curatore fallimentare per gestire il patrimonio dell’azienda».

Il sito 12dailypro.com sbandiera ad oggi un poco promettente “coming soon” ma il forum si è ormai riempito di esperienze negative soprattutto nell’area “Come 12dailypro ha cambiato la mia vita”. Nel contempo un avviso rimane a minacciare la stampa per la pubblicità negativa apportata, invitando l’utenza a non credere a quanto divulgato dagli organi di informazione ma di basarsi invece sulle esperienze descritte dagli adepti.