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Almeno 1 comune su 3 in Italia non ha banda larga

La mappatura della copertura ADSL nei comuni italiani portata avanti da Anti Digital Divide offre i suoi primi preoccupanti frutti: come minimo il 37% dei comuni italiani non dispone di ADSL. Il modulo rimane aperto per raccogliere ulteriori adesioni.

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Anti Digital Divide, associazione da tempo impegnata nella difficile battaglia per portare la banda larga nelle zone scoperte d’Italia, ha raccolto i primi dati ottenuti dalla mappatura dei comuni italiani. Mesi fa l’associazione ha chiesto alla propria utenza di dichiarare la copertura o meno del proprio comune o quartiere, rendendo così possibile un elenco delle centraline dimenticate o ignorate dall’incumbent. Il report è importante anche e soprattutto perchè Telecom Italia non fornisce il dato aggregato e si limita a promettere una copertura quasi totale della popolazione entro il 2008.

I dati sono logicamente difettosi di validità statistica, ma se presi nel loro valore minimo comportano una serie di indicazioni quantomeno interessanti. Il dato che emerge con maggior prepotenza è relativo al numero dei comuni non coperti: le segnalazioni assommano infatti 2973 comuni interamente privi di banda larga. Considerando un quantitativo italiano di comuni pari a 8100, ne consegue il fatto che il 37% circa rimane completamente scoperto. Il restante 63% non è invece qualificabile: sono stati mappati al momento poco più di 3500 comuni, poco meno della metà di quelli esistenti, il che rende il dato del 37% un valore minimo indicativo, pur se già di per sé preoccupante. A quest’ultimo dato vanno inoltre aggiunti 4444 quartieri (su un totale di 5537 mappati) altrettanto privi di broadband.

I dati sono parziali e la mappatura rimane aperta. Per contribuire all’iniziativa è sufficiente andare sulla pagina contenente il modulo messo a disposizione da ADD e compilare i dati relativi al proprio comune. Va ricordato come Telecom Italia parli di copertura facendo sempre riferimento alla popolazione e non al territorio in quanto con la copertura dei grandi centri abitati il dato cresce verso cifre più rosee di quanto non sia la realtà dei fatti fotografata nei singoli comuni italiani.

Nessuna provincia risulta completamente coperta, il che è un dato sufficiente a respingere l’idea per cui il digital divide possa essere un fenomeno circostanziato o addebitabile alla solita discriminante nord/sud: il divario è tra città e provincia, con i piccoli comuni particolarmente inibiti in ciò e pesantemente penalizzati da una situazione in cui la copertura va stagnando, il WiMax non parte ed il WiFi rimane l’unica speranza.

In considerazione di ciò è ancora ADD protagonista: negli ultimi giorni è stata firmata ufficialmente la nascita della cooperativa Include: «la neonata cooperativa funzionerà come un gruppo d’acquisto per quanto riguarda la banda larga e i servizi informatici a valore aggiunto, provvederà a gestire il roaming sulle reti dei provider aderenti (anche per permettere il voip gratuito tra gli utenti Include) e potrà partecipare alle gare e ai bandi che le regioni e le province stanno emanando per ridurre il divario digitale […] Questa iniziativa nata dal basso è un esempio di come la volontà e le buone idee possano pagare ed essere portatrici di speranze troppo spesso lungi dall’esser scorte. Include ha trasformato la protesta in azione, un’importante iniezione di fiducia in un paese che crede poco al valore delle energie dei singoli cittadini».