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Skype guarda alle suonerie, iTunes alla pubblicità

Skype ha firmato un secondo importante accordo con la EMI dopo il primo siglato con Warner Music Group: le due case di produzione concedono a Skype i diritti sui loro brani in tutto il mondo. Il gruppo controllato da eBay venderà suonerie a 1.5$

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Skype è ormai pronta ad estendere il proprio mercato ben oltre il semplice ambito della telefonia su IP: un nuovo accordo con la casa discografica EMI Music Publishing (un primo accordo similare era stato firmato in Gennaio con Warner Music Group) apre infatti le porte ad un nuovo music store. In realtà dal management Skype viene comunicato come nessuna azione sia stata portata avanti con l’intenzione di creare concorrenza ad iTunes. Skype potrebbe dunque concentrare la propria attività sui cosiddetti “ringtones“, ovvero quelle suonerie per cellulari che animano da anni un lucroso mercato su cui le major hanno vantato i propri diritti fin da subito.

Le suonerie saranno presto in vendita su Skype a 1.5$ l’una: in un mercato cresciuto da 3.5 a 4.4 miliardi di dollari tra il 2004 ed il 2005, la nuova avventura sembra costituire una interessante scommessa tanto per Skype quanto per il gruppo proprietario (eBay). Skype è oggi alla soglia dei 100 milioni di utenti in tutto il mondo, il che offre al gruppo un punto di partenza forte dal quale promuovere il proprio “ringtones store” (non è ancora completamente esclusa la possibilità di creare un vero e proprio music store in quanto gli accordi resi noti non escludono a priori il tutto).

Una delle principali novità che caratterizzano l’operazione è la natura della licenza offerta a Skype: i diritti sono concessi su base internazionale e non più nazionale come per tutti gli altri music store. Per Skype vige dunque un solo accordo con valore transnazionale con due diverse case discografiche, il che apre al gruppo un mercato potenziale da milioni di utenti ed un paniere di offerta da circa 1 milione di tracce.

Mentre Skype insidia indirettamente l’ambito musicale, per iTunes si inizia a parlare di pubblicità: inizialmente l’idea dovrebbe coinvolgere solo l’area riservata ai podcast, ma in futuro l’introito pubblicitario potrebbe diventare una risorsa maggiormente presente nei progetti Apple e le prime indirette conferme sarebbero già giunte a lasciar presagire un cambio di rotta in corso per il leader dei music store.