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Digital divide, l’Italia perde ulteriore terreno

Il digital divide si riduce a livello mondiale grazie al recupero dei paesi meno sviluppati, ma in questo contesto a perdere colpi è l'Italia che passa da 24esimo al 25 posto. Davanti al tricolore si piazzano tutti i maggiori paesi dell'area europea

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Il divario digitale nel mondo si assottiglia, ma in relazione a questo contesto di recupero da parte delle nazioni più povere è l’Italia a veder depauperato il proprio patrimonio tecnologico. Il nostro paese perde infatti una posizione nella classifica specifica (a favore della Spagna) scendendo in 25esima piazza e vedendo innanzi a sé tutti i maggiori paesi dell’Unione Europea.

La ricerca citata da Reuters è stata condotta a seguito della collaborazione tra l’americana “International Business Machines” ed una divisione dell’autorevole rivista inglese “The economist“. La classifica risultante vede la Danimarca brillare e l’Italia fuori dalla top 20 assieme a paesi quali Portogallo, grecia ed alcuni nuovi membri UE dell’area orientale.

Secondo lo studio (che approfondisce le argomentazioni analizzando anche i vantaggi del mezzo telematico per migliorare la produttività di un paese e ridurne i costi) la Danimarca ha totalizzato un punteggio di 9 mentre l’Italia si è fermata a 7.14 (6.95 il punteggio di 12 mesi fa). Paesi come India e Cina, oltre la 50esima posizione, totalizzano score da 4.25 e 4.02. Le due matrici fondamentali su cui è da leggere tale risultato sono dunque 1) un assottigliamento generale del digital divide grazie agli investimenti portati avanti dai paesi meno sviluppati e 2) una crescita rallentata dell’Italia rispetto al resto del mondo a causa di vari problemi da tempo ben noti agli addetti ai lavori.

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