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Fusioni, acquisizioni, ipotesi. O forse solo polverone

Microsoft vuole Yahoo. Yahoo vuole eBay. eBay è legata a Google. In questa situazione JP Morgan ipotizza nuovi orizzonti di mercato che fanno bene soprattutto alla borsa, ma che nella realtà non trovano riscontri immediati. C'è più fumo o c'è più arrosto?

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Quello che gli analisti probabilmente non riescono a comprendere è lo stretto rapporto di interdipendenza che lega il mondo delle aziende dell’IT mondiale. I nomi sono pochi ed altisonanti, gli asset hanno raggiunto quotazioni multimiliardarie, il braccio di ferro incrociato sembra essere vissuto all’ordine del giorno con sempre nuove novità, ma nel contempo il tutto si instaura su una situazione di equilibrio semidinamico che non trova uno sbocco. Ed in situazione di equilibrio non c’è movimento, non c’è speculazione. Forse più che ipotesi sono speranze, fatto sta che negli ultimi giorni Wall Street ha tolto per un attimo la propria lente dalle materie prime per dedicarla al mercato dell’IT e sta tentando di capire se e cosa si muoverà nel prossimo futuro.

I nomi al centro dell’attenzione sono Microsoft e Google, i due grandi dominatori del settore, e gli outsider Yahoo ed eBay. Un nuovo nome tenta a fatica di inserirsi in questo quadro ed è il noto MySpace di Rupert Murdoch. Le insinuazioni degli ultimi giorni provengono da JP Morgan, uno dei nomi principali della finanza internazionale: l’ipotesi è quella di vedere Yahoo ed eBay uniti in un gruppo unico. Nessuna motivazione particolare muove il suggerimento se non la perfetta complementarità tra i due gruppi giudicata dagli analisti. Non va dimenticato infatti che eBay significa innanzitutto PayPal e Skype, due tra le maggiori promesse che il mondo del web ha in dote oggi.

Una sola è la verità assodata: Microsoft ha tentato in passato di acquisire il settore della ricerca di Yahoo. Il movente è identificabile nel gap accumulato rispetto a Google, divario da colmare quanto prima possibile per non perdere le nuove opportunità che il mondo del web sta facoltosamente partorendo. Yahoo si è però negata e, per esclusione, ora può essere solo accreditata in una combutta con eBay. Nessun rumor finanziario coinvolge al momento Google, il quale corre da solo con un certo successo. La situazione di eBay è però compromessa: lo scambio tra pubblicità e vantaggi, data e ricevuti con Google, lega i due gruppi in un legame vantaggioso da entrambe le parti. Rompere tutto per una unione con Yahoo potrebbe significare una scommessa rischiosa, troppo rischiosa.

L’ultima variabile impazzita è MySpace.com, un pacchetto potenzialmente goloso per chiunque e che è già stato attribuito in collaborazione con ognuno dei gruppi precitati. Non giungono commenti da alcuna delle parti in causa e la situazione rimane dunque alla mercè dei rumor provenienti da Wall Street. eBay, soprattutto, nè nega nè conferma. In questa situazione la giornata ha visto Microsoft lievitare di oltre il 3% (sulla probabile scia degli entusiasmi lanciati dal WinHEC), eBay salire dello 0.5%, Google di un punto e mezzo dopo i ribassi delle ultime settimane e Yahoo a registrare un ottimo +3.35%.

Le manovre più importanti potrebbero essere le stesse ipotesi di JP Morgan, mentre sul mercato non è sicuro che qualcosa possa effettivamente muoversi. Se qualcosa dovesse succedere sarà presumibilmente un terremoto. Ma di quelli che succedono solo raramente.