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Windows Vista, il rinvio è inevitabile

Le opinioni concordanti sul probabile rinvio di Windows Vista si sommano giorno dopo giorno. Mentre Scoble difende le proprie teorie circa l'utilità e le avvertenze legate al nuovo sistema operativo, Microsoft regge bene l'urto in borsa

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L’ufficializzazione arriverà presumibilmente quando la congiuntura azionaria lo consiglierà, ma ormai la notizia sembra assumere contorni quantomeno ufficiosi: Windows Vista è destinato ad un ulteriore rinvio. La conferma giunge da fonti vicine a Microsoft accreditate dallo stesso Scobleizer (di cui solo nella giornata di ieri si riportava l’opinione legata all’eventuale rinvio del sistema operativo) e la motivazione sarebbe nello status ancora poco maturo di un sistema operativo che non ha performance ottimizzate, che impegna troppa memoria e che ha ancora troppe funzioni non pronte ad affrontare il mercato (soprattutto alla luce delle ambizioni che il gruppo affida al nuovo prodotto).

Ancora Scoble si lancia in una accorata difesa del proprio Credo: i commenti che nelle ore precedenti avevano cavalcato l’ondata anti-Microsoft vengono respinte: Vista è un buon prodotto, Vista va nella giusta direzione, Vista merita di essere atteso con la dovuta pazienza, Vista entrerà nelle nostre vite. Tutto ciò con le dovute avvertenze, ben esplicitate nel primo post in proposito.

Secondo dati Jupiter Research riportati dal SeattlePI, intanto, solo il 50% dell’utenza business di Microsoft sarebbe pronto a passare a Windows Vista. La parte restante ammette di voler attendere mesi prima del passaggio, non sentendo dunque una necessità pressante e temendo probabilmente per le prime instabili fasi di lancio del nuovo prodotto. I continui rinvii probabilmente non coadiuvano alla creazione di un utile substrato di domanda, ma la febbre dell’acquisto non potrà che maturare nel momento stesso in cui la distribuzione sarà pronta e le virtù del nuovo sistema potranno far breccia.

Negli ultimi giorni le notizie relative al prossimo ritardo non sembrano aver pesato eccessivamente sul titolo MSFT: con un Wall Street in pesante calo per due sedute consecutive, Microsoft ha sommariamente ammortizzato l’ondata ribassista e, forte anche del buyback annunciato ed avviato dal gruppo, ha retto il confronto con tutti gli altri titoli del settore.