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Google, accordo con MTV ma niente music store

Google ha negato ufficialmente l'apertura del cosiddetto Gmusic, ma nel contempo ha spiegato che si impegnerà in nel settore a partire da una prossima collaborazione con Viacom per trasmettere produzioni MTV su Google Video con introiti AdSense condivisi

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La conferenza del NARM della scorsa settimana aveva solo anticipato l’amicizia di Google con il mondo musicale grazie alla possibilità di creare assieme al motore di ricerca nuovi modelli di business in un’ottica win-win che ha fatto pensare da più parti all’annuncio ufficioso del music store già ribattezzato come Gmusic. La cosa non ha trovato conferme, anzi, ma il filo che unisce i due mondi è oggi sbocciato in un accordo tra Google e Viacom (gruppo che controlla il mondo MTV).

L’accordo prevede semplicemente che Google Video possa trasmettere materiale prodotto da MTV adoperando la propria piattaforma AdSense per annettere pubblicità proprie ai video stessi distribuendo gli introiti relativi tra le parti. Al momento le trasmissioni si limiteranno a “Laguna beach”, “Spongebob” ed ai noti “MTV Music Award”: se il progetto otterrà buoni risultati nella fase iniziale è facile presupporre una sollecita estensione dei prodotti distribuiti e (come sottolineato da John Battelle) un implicito invito a tutti i media ad una collaborazione con il gruppo di Mountein View.

La collaborazione tra i due gruppi determinerà per Google un doppio vantaggio. Da una parte c’è lo scacco a YouTube, sito che ora si troverà una concorrenza agguerrita da Google Video grazie al potere ed alla legalità dei video che MTV accorda al motore. Su YouTube v’è un gran quantitativo di materiale dalla dubbia leicità ed è facilmente ipotizzabile, prima o poi, un intervento legale da parte di un qualche concorrente poco propenso a lasciar spazio a quella piccola start-up che, partendo dal nulla, sta oggigiorno rastrellando numeri da capogiro. Dall’altra v’è il vantaggio di trovare un partner come MTV (che in ottica Microsoft ha già dato vita al music store URGE, e che oggi mette un piede anche nella scarpa Google per non rischiare alcun disequilibrio) e la possibilità di trovare lucro nel fruttuoso mondo della musica in rete. Tutto ciò è inoltre condito dalle opportunità emergenti dalle attività di co-branding, dalla conferma del circuito AdSense e dall’imposizione del proprio marchio anche in un settore oggi controllato da altri grandi nomi.

A parte l’accordo con MTV, comunque, Google ha seccamente negato un prossimo impegno nel mondo dei music store così come suggerito da Billboard e Bear Stearns. Chris Sacca, intervenuto alla NARN Conference, ha ufficializzato la cosa spiegando che il grande lucro giungerà dallo sviluppo di una piattaforma che permetta agli utenti di portare la musica dalla casa all’automobile e sui dispositivi portatili, il tutto velocemente e con semplicità. Google tenterà di ricoprire un ruolo in questo ambito, anche se ancora non è chiaro come. Sacca ha inoltre spiegato che, tutto sommato, Google già riveste un ruolo molto importante nella musica: «dopo che una persona ha sentito il nome “Gnarls Barkley” il suo prossimo passo è andare su Google a cercarlo».

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