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YouTube cancella 29.549 filmati

YouTube è stato costretto a cancellare dal proprio archivio 29.549 filmati su esplicita richiesta della Japanese Society for Rights of Authors, Composers and Publishers. I video violavano nello specifico i diritti di case di produzione giapponesi

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YouTube è da oggi più povero di esattamente 29.549 video. Sono infatti esattamente 29.549 i filmati rimossi dal sito acquisito da Google a seguito di esplicita richiesta proveniente dal Giappone a firma di tv, case discografiche e case di produzione cinematografica.

Secondo l’ANSA «l’annuncio è stato dato dall’associazione giapponese in difesa del diritto d’autore sostenendo che i video in questione erano stati pubblicati sul più grande portale internet dedicato alla condivisione di video amatoriali, violando le leggi nipponiche in materia di diritti d’autore». L’associazione a cui fa riferimento l’agenzia è la JASRAC (Japanese Society for Rights of Authors, Composers and Publishers) e la segnalazione proverrebbe da 23 diverse entità lese nel proprio copyright.

In tutto ogni singolo giorno vengono visionati su YouTube oltre 70 milioni di filmati, dunque 30.000 video di differenza nell’archivio non costituiscono un danno importante per il sito. Più grave, invece, il principio per cui la notorietà sollevata dalla miliardaria acquisizione di Google abbia istigato talune fonti a richiedere la rimozione dei propri video dal novero di quelli disponibili all’utenza: se altri gruppi dovessero affiancarsi alla richiesta nipponica (difficile a realizzarsi nell’immediato) il problema diverrebbe un qualcosa di palesemente problematico.

YouTube ha subito tenuto fede alle richieste provenienti dalla JASRAC, dunque il gruppo rimane all’interno delle imposizioni legislative statunitensi rimuovendo con solerzia il materiale a seguito di esplicita richiesta.

YouTube, oggi

YouTube, oggi

Il sito, nel frattempo, dopo l’arrivo di Google ha subito alcune piccole rivisitazioni (in particolare per dare speciale visibilità ai nuovi contributi forniti dalla CBS). Da più parti se ne sottolinea però l’arcaica architettura dell’interfaccia, tendenzialmente in ritardo rispetto a quelli che sono i canoni del web 2.0 odierno (radicalmente differente, ad esempio, l’approccio SoapBox). Forte del peso della propria community e dell’inconsistenza odierna della concorrenza, però, il sito ha tutto il tempo per intervenire in proposito ed aggiornare la propria veste strutturale secondo canoni ottimizzati all’esperienza da offrire all’utente.