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Video online e la scommessa del .tv

Richard Rosenblatt era fino ad oggi conosciuto per aver venduto Intermix e MySpace a Rupert Murdoch. Ora lo stesso Rosenblatt si ributta nella mischia scommettendo sui domini .tv e sulla loro importanza in sinergia con l'esplosione dei video online

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Richard Rosenblatt, nome già coinvolto nell’epopea MySpace tramite la cessione di Intermix, ne è convinto: il successo dei video online e la trasformazione in corso dei contenuti sul web porteranno ad una esplosione dell’uso dei Top Level Domain di tipo .tv. Per questo motivo lo stesso Rosenblatt sta investendo nel settore tramite la propria Demand Media dalla quale, grazie ad un accordo con VeriSign, sta per arrivare una nuova offerta che basa il proprio baricentro proprio sui domini .tv.

Tutto verte su ChannelMe, sito web di proprietà Demand Media da cui il gruppo conta di avviare la propria avventura. L’offerta è semplice: si acquista un dominio .tv, si crea un proprio sito web tramite alcuni semplici tool di sviluppo del codice, si portano online i propri video preferiti e si sfrutta il tutto per gestire un proprio blog o addirittura i propri podcast. La registrazione del dominio e l’uso dell’offerta ChannelMe.tv è accessibile a chiunque: 19.95 dollari annui ed il canale personalizzato è creato e disponibile.

I domini .tv (teoricamente nati in rappresentanza delle isole Tuvalu) sono stati inizialmente accolti dall’utenza come un modo per interpretare online una raffigurazione di quella che è la televisione tradizionale. In epoca di 2.0, però, anche per il tld .tv è venuto il momento di entrare in una nuova era ed il significato che ChannelMe intende infondere nel dominio è quello di un vero e proprio canale che ogni utente potrà personalizzare a proprio gusto, offrendo così in rete l’offerta “televisiva” più vasta che si sia mai avuta.

Le dichiarazioni di intento di Richard Rosenblatt lasciano intendere come l’obiettivo è quello di raggiungere la grande massa: l’obiettivo è quello di trasformare i .tv in un dominio di grande diffusione, superando l’attuale visione minimalista che ne ha caratterizzati gli esordi. Per far ciò Rosenblatt è riuscito a raccogliere 220 milioni di dollari da varie venture capital ed è su questa base che prende il via il progetto in data odierna.