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Dell tra alberi e cybersquatting

Dell protagonista due volte in pochi giorni. Da una parte v'è la donazione di una parte dei proventi per un contributo ecologico con cui viene finanziato l'impianto di nuovi alberi, mentre dall'altra v'è la denuncia contro tre cybersquatter

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Dell è stata nelle ultime ore protagonista di due iniziative che in comune hanno solo la coincidenza temporale: una denuncia legale ed una iniziativa ecologica.

Da una parte v’è la denuncia contro Alf Temme, Lars Crispin Temme e Kim Temme: i tre si sono resi responsabili della registrazione di alcuni domini creati appositamente con fini di cybersquatting. L’Inquirer, testata che riporta la notizia, cita nella fattispecie domini quali «d3ell.com, de3LL.com, d4ell.com, de4ll.com, dedll.com, derll.com, dxell.com». Il sistema era particolarmente ingegnoso: i siti indicati agivano a livello di cookie indirizzando l’utente sul sistema Linkshare ed accreditando gli autori come referrer in caso di acquisti. Così facendo gli autori incassavano denaro tramite le commissioni promesse da Linkshare, costringendo parallelamente Dell ad esborsi maggiori.

Di colore diverso è invece l’iniziativa posta in essere da Dell per quanto riguarda le vendite che il gruppo concluderà tra Febbraio e Aprile: 2 dollari per ogni laptop e 6 dollari per ogni desktop pc venduto saranno donati per l’iniziativa “Plant a tree for me” (i proventi saranno dunque adoperati per l’impianto di alberi). Il tutto rientra nel contesto della partnership tra Dell, “The conservation fund” e “Carbonfund.org”, due associazioni no profit impegnate nella promozione della difesa del verde con iniziative proattive per il rimboschimento.

Classifica Greenpeace

Come per ogni progetto di questo tipo, le aziende adoperano il proprio impegno girandolo in iniziativa promozionale: “Dell Earth” è una sezione del sito ufficiale con il quale poter calcolare per ogni sistema Dell acquistato a quanto equivale il risparmio energetico ottenuto: una buona sintesi tra dovere sociale e necessità commerciali. Non a caso Dell è ai vertici della specifica classifica Greenpeace (nell’immagine) per la valutazione delle pratiche ecologiche delle aziende dell’ICT (la stessa classifica che a suo tempo bocciò Apple, Motorola, Lenovo e Acer).